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venerdì 16 ottobre 2020

"Fontana assassino". Il governatore non sporge querela contro gli autori degli insulti


Attilio Fontana, presidente della Lombardia ed esponente di primo piano della Lega, nei mesi scorsi è stato oggetto di minacce ed insulti, tra cui la scritta muraria, a caratteri cubitali, nella quale veniva definito con l'appellativo di assassino.
I responsabili di questa lunga sequenza di minacce, dopo essere stati individuati non verranno processati. A decidere, seppure indirettamente, della loro sorte è stato lo stesso Fontana, che d'intesa con il suo legale Jacopo Pensa ha deciso di non querelare gli autori delle scritte e dei post. Così il sostituto procuratore Alberto Nobili, che pure a scoprire i responsabili degli attacchi al governatore aveva dedicato insieme alla Digos un attento lavoro di indagine, non ha avuto altra scelta che chiedere di archiviare le indagini: perché il reato di minaccia può dare luogo a un processo solo se la vittima sporge denuncia.
Perché Fontana alla fine abbia deciso di non perseguire gli autori delle scritte nonostante anche i messaggi di morte per i suoi familiari lo spiega ieri l'avvocato Pensa: "le inchieste sono state fatte, i responsabili sono stati in larga parte individuati, e già questo ha avuto certamente un effetto dissuasivo, visto che ora le minacce sono cessate. Quindi il presidente Fontana ha ritenuto che non fosse il caso di aggravare ulteriormente con questi processi il carico di lavoro di un tribunale già oberato".





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