Lega, addio a Le Pen e sovranisti: è tempo di una svolta moderata - Il Sovranista

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sabato 10 ottobre 2020

Lega, addio a Le Pen e sovranisti: è tempo di una svolta moderata



Il conto alla rovescia dentro la Lega è cominciato. Il partito vive il clima da vigilia di una svolta. Quanto meno uno spartiacque destinato a segnare il percorso dei prossimi anni. La convocazione di tutti i 28 europarlamentari a Roma, chiamati a rapporto da Matteo Salvini e dal responsabile esteri Giancarlo Giorgetti, potrebbe essere il preludio a uno strappo dai sovranisti del gruppo Identità e Democrazia. Perfino il segretario si sarebbe convinto che la convivenza con gli "estremisti" di Alternativa per la Germania non porti a nulla di buono per il partito sempre più isolato, quindi incapace di incidere in Europa. Quello che, ad onor del vero, da diverso tempo sta predicando Giorgetti che si è spinto fino al punto di auspicare un dialogo con il Partito Popolare Europeo.

Salvini dopo la sconfitta alle regionali ed alle ultime amministrative è intenzionato ad ascoltare i suoi, ma è più restio a separare la propria strada da Marine Le Pen alla quale il leader leghista si sente legato da un vincolo di riconoscenza. D'altronde la crisi di consensi spinge comunque il primo partito italiano a cambiare strategia e a cercare il dialogo con forze politiche meno estremiste in Europa. Due sono le tappe di questo riposizionamento: l'uscita dal gruppo di Identità e Democrazia ed il voto a fine 2021 del successore del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli con un esponente indicato dai popolari. Il voto favorevole dei 28 deputati leghisti al candidato della Merkel si trasformerebbe in una tappa di avvicinamento al Ppe.

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