Massimo Fini: Caro Macron, la vostra libertà è soffocare quella degli altri - Il Sovranista

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sabato 31 ottobre 2020

Massimo Fini: Caro Macron, la vostra libertà è soffocare quella degli altri



Noi difenderemo sempre la nostra libertà e i nostri valori” (Emmanuel Macron, dopo l’attentato a Nizza).

La vostra libertà, Presidente Macron? La vostra libertà. La vostra libertà è stata sempre quella di troncare con la violenza quella altrui. Avete un passato coloniale che fa orrore. Come tutti gli altri Paesi europei, come l’intera razza bianca (ho detto razza, restituiamo le parole ai fatti) ma non ci si può lavare l’anima, un’anima sporca come poche, con un facile e comodo “così fan tutti”. Era appena finito il processo di Norimberga, che secondo alcuni uomini di buona volontà avrebbe dovuto sancire la condanna definitiva della guerra, che con l’atroce brutalità di sempre soffocavate il Madagascar che cercava di liberarsi dalle vostre manette coloniali. Dopo la seconda guerra mondiale vi siete seduti come vincitori al tavolo della pace. Arbitrariamente, perché la vostra Resistenza è stata addirittura inferiore a quella italiana. Gerhard Heller, un singolare nazista (in realtà era solo un tedesco) che durante l’occupazione della Francia era a capo della Propagandastaffel, cioè della censura, e che invece lasciò pubblicare il giovane Camus (Lo straniero) e il giovane Sartre (A porte chiuse) e rappresentare le opere di quest’ultimo anche a teatro, diceva “siamo disgustati dalla quantità di francesi che vengono a denunciare altri francesi” (La Rive Gauche, H.R.Lottman). A parte che Heller era impregnato di cultura francese è evidente che la Gestapo riteneva del tutto innocua la resistenza o la pseudo-resistenza degli intellettuali transalpini.
La vostra libertà, nonostante tutte le arie di grandeur, non siete mai stati capaci di difenderla. Durante la prima guerra mondiale foste salvati dagli inglesi. Nella seconda la strombazzata linea Maginot fu aggirata con irrisoria facilità dall’esercito tedesco e in due settimane Hitler passeggiava sugli Champs-Elysées. L’Europa fu salvata, ancora una volta, dallo straordinario valore e coraggio degli inglesi che come colonialisti non hanno meno responsabilità di voi ma a differenza vostra hanno le palle. Napoleone? Napoleone era corso e comunque fu sulla punta delle baionette, cioè ancora con la violenza, che furono esportati in Europa quei sacri princìpi dell’Illuminismo (liberté, égalité, fraternité) che voi rispettate un giorno sì e un altro no a seconda che vi convengano o non vi convengano. Si dirà che son cose che appartengono a un passato ormai lontano. Mica tanto. Siete stati in Algeria, se non sbaglio, sino al 1962. Siete l’unico Paese europeo che fa uso ancora di pratiche coloniali vieux style. Nel Mali del Nord –ed è storia di oggi- convivevano pacificamente animisti, tuareg, islamici moderati. Ma, poiché occupate di fatto il Mali del Sud e la sua capitale Bamako, la cosa non vi stava bene. E avete quindi scatenato l’inferno nel Mali del Nord cercando di rioccuparlo con la forza, inventandovi anche una moneta coloniale che fa comodo a voi ma non certamente a chi là ci vive. Risultato: gli islamici son diventati estremisti, e animisti e tuareg hanno dovuto soccombere.
Storie di ieri? Nel 2011, con un’azione del tutto illegittima secondo il diritto internazionale, e contro la volontà dell’Onu, avete attaccato la Libia di Muammar Gheddafi, lasciato assassinare il colonnello con un linciaggio che farebbe orrore a quelli che chiamate, che tutti chiamano, “i tagliagole dell’Isis”, cosicché oggi la Libia è totalmente fuori controllo, percorsa da violenti e sanguinosissimi scontri intertribali, mentre durante il regime di Gheddafi la Libia non rappresentava un pericolo all’esterno e viveva con sufficiente ordine al suo interno. Perché lo avete fatto? Per i nobili princìpi della libertà e dei suoi valori? No, solo per sostituire i vostri interessi economici a quelli dell’Italia che con la Libia, sia per motivi storici, sia grazie a Berlusconi che con Gheddafi aveva stretto rapporti di amicizia, sia pur a modo suo, maldestro, aveva forti legami. Dell’attuale, tragica, situazione libica siete i principali responsabili.
Come non ho mai creduto al processo di Norimberga, dove pur sedevate fra i giudici, né ad alcun Tribunale internazionale per “crimini di guerra” perché son sempre i Tribunali dei vincitori (all’Aja ci vanno solo i serbi, da Milosevic, a Karadzic, a Mladic), beh se questi Tribunali fossero una cosa seria uno dei primi a dover esservi mandato, insieme ad altri autentici tagliagole come Bush, Obama e il nostro grande amico Abdel Fattah al-Sisi, dovrebbe essere Nicolas Sarkozy.


Massimo Fini
Il Fatto Quotidiano, 31 ottobre 2020

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