"Sono mesi che la Lega non mi rappresenta più" L' irpino de Conciliis lascia definitivamente il Carroccio - Il Sovranista

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mercoledì 14 ottobre 2020

"Sono mesi che la Lega non mi rappresenta più" L' irpino de Conciliis lascia definitivamente il Carroccio


In casa Lega è tempo degli addii. Dopo Claudio Barbaro, l'unico senatore eletto in Campania alle politiche del 2018 saluta il Carroccio anche l'avvocato Ettore De Concilis, storico riferimento della destra sociale ad Avellino e provincia, segretario regionale del Movimento nazionale per la sovranità, è stato tra i principali sostenitori della alleanza tra sovranisti e Lega. Una alleanza che in provincia di Avellino aveva cominciato a dare i frutti con l'elezioni di un consigliere comunale nella città capoluogo e diversi consiglieri comunali in comuni piccoli e medi della verde Irpinia.
Nel pomeriggio di mercoledì 13 ottobre, Ettore De Concilis, lascia la Lega, spiegando il perché di questo addio, con un lungo post diffuso sulla sua pagina Facebook che riportiamo integralmente.






Nel 2018, quale dirigente del Movimento Nazionale per la Sovranità, fui candidato alla Camera dei Deputati nella lista della Lega ad Avellino.
All'epoca il mio Partito, infatti, concluse un accordo di programma con Matteo Salvini, che comportò il riconoscimento di 13 candidature. La mia era di "servizio" ma nel nostro collegio al Senato della Repubblica, il MNS ha espresso il Capolista, che poi fu eletto, il presidente dell'Asi Claudio Barbaro.
Per una combinazione veramente sfortunata di attribuzione dei seggi, non fu eletta, a Palermo, la mia amica Sabina Bonelli, ad esempio, anche lei candidata in rappresentanza del MNS. Altre candidature, pur con teoriche chances di elezione, ma ottenute nei collegi uninominali maggioritari, furono soccombenti per l'imprevedibile dilagare grillino al Sud. In Calabria la carissima Emma Staine risultò prima dei non eletti alla Camera e, pure al Senato, la prima dei non eletti era del MNS. Insomma avremmo potuto esprimere almeno 3 o 4 parlamentari del MNS, ma ne fu eletto solo uno, Barbaro appunto, anche per la considerevole forza della sua rete associazionistica e, se ci è concesso, per la radicata rappresentanza sovranista nel collegio.
Per un anno i rapporti fra il Mns e la Lega furono cordiali ma talvolta altalenanti; specialmente al Nord erano oggettivamente resi complicati da un mancato riconoscimento di interlocuzione, ma al Sud, assunta la ancora acerba presenza della Lega, spesso si riusciva ad avere un proficuo e collaborativo dialogo.
Avellino, forse più di ogni altra realtà territoriale, ha visto una oggettiva comunanza di azione politica fra il Movimento Nazionale per la Sovranità e la Lega. Io feci anche la tessera "sostenitore" della Lega per il 2019 e per il 2020. La lista alle Comunali 2018 e quella alle successive Provinciali (denominata "Prima gli Irpini") videro una significativa presenza sovranista. Nel 2019 eravamo, si può dire, la stessa cosa noi e la Lega, anche perchè la ossatura dirigente leghista sul territorio veniva, in massima parte, dalla nostra stessa storia di militanza.
Alle europee la Lega non volle riconoscere al Mns la dignità di una candidatura su 76. È pur vero che nel collegio delle Isole la Lega locale aveva individuato una candidatura a noi vicina e che nel collegio del Sud aveva fatto altrettanto con Emma Staine, ma ciò avvenne senza l'effettivo riconoscimento di una interlocuzione politica a livello di vertice nazionale; fu solo il caso e la bravura delle classi dirigenti locali a determinare queste due proposte. Diversamente Fdi offrì e concesse al MNS tre candidature, una per collegio, nel NordEst, una al Sud e una nelle Isole. Il mio Partito decise di accettarle e quindi si orientò verso verso un canale privilegiato con il movimento di Giorgia Meloni.
Il sen. Barbaro sollecitò più volte la Lega per l'ottenimento di una candidatura al Sud ma il Partito non volle in nessun modo riconoscerla e l'accordo dell'anno precedente si ruppe.
Io, però, facendo una mostruosa forzatura a me stesso, per la prima volta in oltre 25 anni di militanza, non ho seguito la mia comunità politica nazionale. Consapevole anche delle ripercussioni umane che ciò avrebbe comportato, e di cui sono tutt'ora colpito, provai a sostenere la tesi politica che bisognasse continuare ad interloquire con la Lega, nonostante la chiusura, oggettivamente ingenerosa, ricevuta.
Ad Avellino, per le europee, mi impegnai per Emma Staine, che non conoscevo neanche bene prima di allora, semplicemente perchè veniva dalla esperienza sovranista. In Campania alcuni amici concordano con me specialmente a Salerno: l'idea era quella non solo di sostenere una dirigente del Mns, ma anche di dimostrare, con le preferenze, che vi fosse un largo strato del mondo del Mns che, nonostante tutto, preferiva la Lega.
Il Movimento Nazionale per Sovranità decise però, dopo le Europee, di federarsi definitivamente con Fdi per poi confluirvi. Io non condivisi, con sofferenza e inquietudine lasciai il mio mondo. Quel mondo nel quale sono cresciuto, nel quale sono diventato l'uomo che sono. Insieme a me, tutti i quadri dirigenti e i militanti sovranisti (tranne uno!) irpini entrarono in Lega.
Fin qui la cronaca.
Poi, vabbè...
Oggi finisce questo percorso, che tanto, comunque, è sospeso da molti mesi. Mi dispiace per gli amici che lascio uscendo dalla Lega, ma, del resto, ne avevo già lasciati troppi per entrarci. Quando le cose nascono così, evidentemente, non possono che finire così...
Mi dispiace perché ho dato e perchè volevo dare.
La vita è fatta anche di queste cose. La vita non è fatta solo di politica, per quanto questa sia la mia vocazione laica. Per ora mi e vi risparmio le polemiche.



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