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lunedì 16 novembre 2020

Calabria: scendono dal Carroccio, un tempo vincente, consiglieri e dirigenti di Catanzaro

di Igor Colombo

Che le acque all’interno della Lega calabrese fossero agitate era cosa ben nota, ma che un vero e proprio Tsunami nel giro di poco tempo avrebbe colpito il Carroccio in questa regione ,in pochi se lo sarebbero potuto immaginare . Di ieri è infatti la notizia ufficiale che alcuni esponenti leghisti di Catanzaro e provincia sono ufficialmente usciti fuori dal partito dichiarandone le motivazioni attraverso una nota stampa nella quale non hanno mancato di sottolineare il loro malcontento nei confronti della gestione del partito stesso in Calabria , parlando di progetti evaporati e di eutanasia che sta portando la Lega Calabrese ad una lenta consunzione. Chiaro il riferimento alla segreteria regionale retta da Invernizzi con il sostegno del proconsole di Salvini, Rauti, un coordinamento che sta scontentando un po' tutti e che ha finito con il logorare anche il leader nazionale che, come abbiamo già anticipato sabato in un articolo, sembra voler far piazza pulita in Calabria, ripartendo da zero ed affidando il controllo e la gestione del partito ad un uomo competente. La Lega era partita da zero in Calabria diversi anni fa, correva l’anno 2014 quando il gruppo politico del deputato Domenico Furgiuele uscito fuori dal partito della Destra di Storace, avviava un patto federativo con il Carroccio attraverso una propria sigla territoriale fino poi concretizzare il tutto con l’adesione ufficiale a quello che era l’allora “Noi con Salvini” per poi diventare a tutti gli effetti sezione della Lega Nord con Salvini Premier e diventata in seguito solo Lega. Da allora varie sezioni e gruppi nati in Calabria sotto il coordinamento di Furgiuele, un gruppo giovanile molto forte ed attivo sul territorio e tutto non lasciava minimamente immaginare ad una crisi interna nel giro di pochi anni. Una vera e propria emorragia cominciata con il commissariamento affidato sempre ad Invernizzi affiancato da Rauti, esautorando sul territorio dai poteri gestionali il fondatore ed unico deputato Furgiuele , fino ad arrivare all’incomprensibile conferma a segretario dello stesso commissario, il resto è storia di oggi. La Lega in Calabria conta quattro consiglieri regionali , che coprono un po' quasi tutte le province , ma il timore della dirigenza nazionale è quella di veder ridimensionato un partito che stava in piena salute fino a qualche anno fa ed i recenti crolli elettorali ne hanno diagnosticato malattia e, volendo anche la terapia da seguire. Proprio in questo senso infatti Salvini da qui a poco dovrebbe sciogliere la riserva sul territorio dando l’incarico all’Avv. Cataldo Calabretta, un professionista che conosce il territorio e che ha già un importante e delicato incarico da qualche mese in seno alla Sorical, la società regionale che si occupa del sistema idrico finita al centro di indagini per le sue precedenti gestioni. Calabretta sembra essere l’uomo giusto nel momento giusto ed al posto giusto, un docente universitario molto stimato in Calabria, una persona che da quelli che sono i rumors , ben voluta e che è lontano dall’affarismo politico-clientelare che in una regione difficile come la Calabria è all’ordine del giorno. Insomma sembra essere una figura ideale per ricostruire un partito in Calabria lacerato da mille contrasti e che sembra non trovare più stabilità. Le elezioni regionali si avvicinano e Salvini sa bene che in Calabria si gioca tanto, quindi diviene d’uopo agire in fretta e con decisione. Un partito come la Lega ha bisogno di dirigenti locali che abbiano il polso della situazione e che siano a stretto contatto con le federazioni provinciali e cittadine. Contrapposizioni schiumose di rabbia e schizzate di veleno, se né può fare a meno, non è il momento di stare li a guardare per il sottile pur di far girare la giostra , perché di giostra attualmente per la Lega in Calabria si tratta.

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