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venerdì 11 dicembre 2020

Il senatore Barbaro scende dal Carroccio: in Campania e' fuga dalla Lega


Il mito della nuova Lega nazionale, capace di radicarsi anche in Campania,  è  durato davvero poco.  Continua la diaspora, per lo piu' di orfani della destra di governo, incarnata dalla allora Alleanza Nazionale, che ne avevano costituito lo  zoccolo duro verso Fratelli d'Italia, il movimento politico guidato da Giorgia Meloni. 

Infatti nella giornata di ieri,  Claudio Barbaro, l'unico senatore eletto in Campania dalla Lega, dopo una breve sosta nel gruppo misto, ha aderito a Fratelli d'Italia, perché quando la foresta chiama, si torna a casa.  Non è  stato  il primo  a scendere dal Carroccio, un tempo vincente, non sarà certamente l'ultimo.   I leghisti campani in parlamento, esclusi i  nuovi acquisti provenienti dal Movimento Cinque Stelle, restano due: Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa, entrambi deputati. Sempre che l'ex sottosegretario non si lasci, anche lei tentare dal ritorno a casa, in Fratelli d'Italia.

Dopo il clamoroso flop delle ultime regionali, spacciato per risultato storico dal commissario regionale Nicola Molteni,  dove il primo partito italiano, sondaggi alla mano, è  riuscito ad eleggere solo 3 consiglieri: Severino Nappi a Napoli, Gianpiero Zinzi a Caserta, Attilio Pierro a Salerno. I primi due sono politici esperti e navigati, di cultura democratico cristiana e popolare  di respiro europeo, poco avvezzi al leghismo delle origini e della nuova maniera, ed hanno difficoltà  a trovare un candidato sindaco da proporre al tavolo del centro destra in vista delle prossime amministrative. Su Napoli è intervenuto, in prima persona Matteo Salvini proponendo il magistrato Catello Maresca nonostante il su ochiaro imprinting di sinistra radicale. Alto è  il rischio di ripetere la brutta figura delle scorse amministrative dove la Lega è riuscita a presentare liste in soli 5 degli 85 comuni chiamati al voto..  Lo vedremo alle prossime che vedono al voto 4 dei 5 capoluoghi di provincia, senza uomini, con poche e confuse idee alto è  il rischio del flop.




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