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sabato 30 gennaio 2021

Cogoleto, Storace: il saluto romano mica si fa in quella maniera distratta

Confesso: da giovane facevo il saluto romano. Poi, un po’ invecchiato e praticamente fuori dalla politica attiva, mi può capitare ad un funerale di una persona particolarmente cara per militanza politica: ancora oggi ricordo l’ultimo saluto a Teodoro Buontempo, qualche anno addietro. Lo racconto perché so che cosa vuol dire un omaggio a un pezzo di storia comune. E che non vuole affatto dire “rifacciamo il Pnf”. Una cretinata solo a pensarla. 

Eppure, in questo paese affiorano i tic. Le famose reazioni avverse. Basta un sì o un no accompagnato in consiglio comunale dal braccio alzato per scatenare l’inferno a sinistra. Probabilmente siamo all’inizio della campagna elettorale. L’antifascismo per i manifesti. Quei tre consiglieri comunali di Cogoleto si sono fatti pizzicare senza colpa. Perché a memoria d’uomo un saluto romano si fa – diciamo – in maniera un po’ più fiera e non svogliatamente. E certo non per distinguersi proprio nel Giorno della Memoria. Perché se si pretende rispetto lo si deve dare. Soprattutto in ricorrenze tragiche per l’umanità. Ma chi specula è ancora peggio come ci ricorda il collega Francesco Storace, in un interessante articolo pubblicato su 7 colli che potete leggere per intero cliccando qui


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