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sabato 23 gennaio 2021

Crisi di governo, la previsione dell'eterno DC Rotondi: alla fine "cascheremo" nelle elezioni anticipate


Non è possibile prevedere come finirà la crisi di governo. Essa non si è neppure formalmente aperta, anzi il governo in carica ha una maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Esigua, specie al senato, e questa è la ragione per cui la crisi di governo è nei fatti. E’ una strana crisi, avviata da Renzi con la baldanza di chi esclude la possibilità di un epilogo elettorale. E invece l’andamento clinico della crisi segnala una febbricola insidiosa e subdola, le più temibili quando insorgono in un organismo debilitato e stanco. La sensazione è che lo scioglimento della legislatura sembrerà a tutti un epilogo irrazionale ma inevitabile e persino augurabile, come la morte quando pone fine a una agonia dolorosa e senza speranze.

Il Pd è rassegnato a perdere le elezioni, ma si accontenta di due risultati non da poco: ridimensiona i Cinque stelle, forse li annienta; cancella Renzi, definitivamente, negandogli persino il collegio di Scandicci, come annunciava beffardo a Montecitorio un personaggio di rango dei democrat. Le elezioni come riaffermazione di una egemonia nella propria metà campo, questo è il moderatissimo sogno di Zingaretti.
In casa grillina si accarezza l’idea di fare di Conte la vettura sostitutiva di un movimento ormai arcaico nelle parole d’ordine e nelle facce televisive. La terza repubblica brucia i carismi più velocemente della seconda.
Il centrodestra naturalmente desidera le elezioni: per Salvini sono l’occasione della vita, da professionista della politica sa bene che la sua parabola è discendente, ma a giugno sarà ancora sul piedistallo della coalizione, più che favorito nella corsa verso palazzo Chigi. La Meloni lo segue da presso, e non è detto che - allargando le braccia - non possa sorpassarlo a destra.

E Forza Italia? I sondaggi segnalano una flebile ripresa, ma sarà difficile anche per gli azzurri resistere controvento al soffio del ‘voto utile’ al più forte, un trend ben noto a Berlusconi, e grazie al quale il partito azzurro divorava gli alleati.

Forza Italia passerebbe da 170 a 60 parlamentari: una debacle, ma la sua dirigenza preferisce assicurarsi una rielezione immediata piuttosto che scommettere sul rilancio del partito. Fi ha sciupato questa legislatura nel terrore di non vivere nella prossima. E ora gli azzurri chiedono il voto anticipato assieme alle destre, senza il coraggio di una iniziativa come scrive Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia e presidente della fondazione Dc in un articolo pubblicato sull'Huffington Post che potete leggere integralmente cliccando qui

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