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sabato 6 febbraio 2021

Un nostalgico Fratus rimpiange Don Camillo e la politica sana senza strane alleanze di potere



Quando c'era don Camillo si sapeva chi si votava, non c'erano sorprese. Oggi in parlamento se ne vedono di tutte, nessuna serietà, solo interessi. Primo anno governo giallo verde. Salvini si dimette credendo di andare a elezioni mentre tutti sanno che le elezioni saranno dopo avere votato il nuovo Presidente della Repubblica. Nasce un governo ancora più strano, giallorosso... Dura un anno e poco più. E a metà legislatura ecco l'ultimo regalo: governo Draghi. Tutti i partiti, tranne Fratelli d'Italia  vogliono sostenerlo, vogliono stare con il potere e fare i camerieri.

Lo scrive sulla propria pagina Facebook il sociologo Fabrizio Fratus, ideologo de Il Talebano, laboratorio politico culturale che opera attorno al progetto di Matteo Salvini al fine di riaggregare l'area della destra politica italiana al fine di arrivare, in tempi brevi, alla nascita di un grande movimento identitario commentando l'attualità politica e la prossima nascita del governo Draghi.

 La gestione del potere, conclude Fratus, non passa dalla politica ma dal mondo della finanza, dell'economia. I politici sono piccoli impiegati, non hanno competenze e si adattano alla richiesta imposte dall'alto. Nessun progetto di società, nessuna idea concreta da parte dei maggiori partiti. E i cittadini? Sono tifosi, seguono indifferentemente il loro "idolo" politico che ulula qualche slogan semplice e senza contenuto. Aspettando e sperando il ritorno di un don Camillo e un Peppone

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