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giovedì 11 marzo 2021

Reggio Calabria, nigeriana aggredisce donna all'ufficio postale : Nessuno interviene per fermarla




di Igor Colombo 

 Scene di “ordinaria” violenza lunedi 8 marzo a Reggio Calabria , proprio nel giorno della celebrazione della donna contro le violenze ed i soprusi , vittima purtroppo il gentil sesso e paradosso di tutto perpetrata non da un uomo bensì da una donna. Siamo nel centro città ad un tiro di schioppo da stazione centrale e udite udite Questura, una ragazza del posto entra nell’ufficio postale e chiede cortesemente chi fosse ultima persona in fila per il turno allo sportello, la stessa chiede ad una donna immigrata di nazionalità nigeriana e questa per tutta risposta scatena tutta la sua rabbia ,follia e violenza sulla malcapitata. La getta a terra , le mette le mani sul collo nell’atto a strangolarla, la ragazza incredula e terrorizzata, urla, cerca di difendersi come meglio può invoca aiuto e nessuno dei presenti, muove un dito per sedare la carica assassina della nigeriana. Vengono chiamati gli agenti della vicina Questura ma nessuno arriva, giunge sul posto una pattuglia di Carabinieri, i militari dell’arma raccolgono la testimonianza della giovane donna aggredita che intanto ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso . Quanto accaduto viene raccontato dalla stessa vittima che ha scritto pregando di tenere l’anonimato ad una testata giornalistica locale, queste le sue parole: “Arrivata accanto alla nigeriana, ho chiesto se anche lei fosse in attesa e, con una violenza inaudita, senza alcun motivo, mi ha gettata a terra e iniziato a mettermi le mani al collo per cercare di soffocarmi. “Mi sono recata al Pronto Soccorso e i medici hanno messo tutto a referto. Anche i dottori hanno riconosciuto la nigeriana, pare che cammini armata di coltelli e sia spesso ubriaca, forse qualche tempo fa è stata protagonista di un simile gesto nella zona di Gallico”. Insomma, viene da chiedersi come faccia un soggetto così pericoloso ad essere ancora a piede libero. “Non riconosco più la mia città e i miei concittadini, nessuno ha cercato di aiutarmi. Adesso sono terrorizzata e non riesco più a prendere sonno la notte”. Noi del Sovranista conosciamo l’identità della vittima e naturalmente preserviamo la segretezza come richiesto inizialmente alla malcapitata, una giovane ragazza lavoratrice e cittadino modello, che tra le altre cose si prende cura dei suoi familiari tra cui anche un fratello non autonomo e diversamente abile. Quello che fa più rabbrividire nel racconto riportato è non solo la inaudita e gratuita violenza perpetrata dalla nigeriana, ma soprattutto l’indifferenza mostrata dai presenti all’ufficio postale , i quali hanno assistito alla scena senza muovere un dito. Un gesto di vigliaccheria che segna un popolo italiano ormai annichilito ed inerme dinanzi ad ogni situazione. Forse nel contesto attuale di emergenza sanitaria gli stessi si sarebbero innervositi ed avrebbero potuto trovare un gesto di reazione più per una mascherina non indossata che per aggressioni fisiche atte ad uccidere un’altra persona. Ci auguriamo che gli organi preposti possano procedere alla identificazione della donna nigeriana provvedendo alla notifica dell’atto di espulsione nel suo Paese di origine. Preferiamo certi personaggi che scontino le pene per i loro reati nelle zone di provenienza e non stiano a carico neppure un minuto sullo Stato Italiano anche nel caso di detenzione e custodia cautelare.

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