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sabato 6 marzo 2021

Soldi ai rom, fango su Fratelli d'Italia. Meloni annuncia una querela a La Repubblica



"Quella notizia è totalmente  inventata". Al fango lanciatole addosso da Agostino Riccardo, che l'avrebbe accusata di aver fatto avere nel 2013 35mila euro al clan Travali (colpito nei giorni scorsi da 19 arresti) per comprare voti e attaccare manifesti a favore di Pasquale Maietta, all'epoca astro nascente del partito, Giorgia Meloni replica smentendo tutto e promettendo querele a pioggia.
"Io non faccio affari con i rom" tuona la leader sovranista durante una diretta Facebook in cui accusa il quotidiano La Repubblica (nei confronti del quale annuncia una querela) per aver fatto da megafono a un pentito che avrebbe rinvangato presunti fatti avvenuti otto anni fa.
Devo pensare che gli inquirenti, precisa la leader di Fratelli d'Italia, che gli  inquirenti l'abbiano considerata infondata altrimenti mi avrebbero chiesto conto di una notizia che mi infanga - argomenta la leader di Fratelli d'Italia - e mi chiedo come sia possibile che una rivelazione del genere sia finita su Repubblica, senza che nessuno abbia inteso chiedermi un punto di vista". Ad apparire ancora più strano è che dal passato arrivino certe accuse in un momento in cui il partito della Meloni macina consensi e, oltre ad avere staccato il Movimento 5 Stelle, punta a superare un Partito democratico in tilt totale.
A tirare in ballo il leader di Fratelli d'Italia  sarebbe stato il collaboratore di giustizia Riccardo, mentre a dargli visibilità è stato il quotidiano  La Repubblica con un articolo pubblicato oggi in esclusiva e senza chiedere alcun contraddittorio alla Meloni. Si parla di un presunto fatto risalente a ben otto anni fa, in occasione delle elezioni politiche. "Maietta ci presentò Giorgia Meloni - avrebbe detto il pentito - era presente anche il suo autista. Parlavamo della campagna elettorale e Maietta disse alla Meloni che noi eravamo i ragazzi che si erano occupati delle campagne precedenti per le affissioni e per procurare voti". Nell'articolo viene poi messo l'accento sul fatto che Maietta fosse il terzo della lista (preceduto da Rampelli e dalla Meloni) e che Rampelli, anche se eletto, si fosse dimesso per fare posto a Maietta.

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