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lunedì 1 marzo 2021

Sottosegretari, Giancarlo Gentilini attacca Salvini: il potere lumbard ci priva di rappresentanza nel governo



Quella foto pubblicata su tutti i giornali, in cui si vede Matteo Salvini a Roma circondato dai nuovi sottosegretari della Lega (lombardi - tanti - ma anche laziali, liguri, emiliano romagnoli, friul-giuliani, pugliesi) proprio non va giù ai leghisti veneti, rimasti esclusi dal ritorno del Carroccio al governo con l’unica eccezione della vicentina Erika Stefani, costretta però a passare dal ministero degli Affari regionali (che a queste latitudini significa ministero dell’autonomia) a quello della disabilità. Pesa, soprattutto, il «taglia fuori» nei dicasteri che gestiranno il Recovery Fund: Economia, Sviluppo economico, Transizione ecologica, Infrastrutture. E comincia a salire, forte, la richiesta di un congresso, regionale ma anche nazionale. Per la prima volta, insomma, la leadership di Matteo Salvini, fin qui granitica, viene messa in discussione.

Giancarlo Gentilini, storico esponente della Liga Veneta, già sindaco di Treviso nel 1994 al 2003 e vice sindaco dal 2003-2013, ora consigliere comunale senza peli sulla lingua dichiara: "Il Veneto che è la regione più leghista d'Italia è stata ignorata per i sottosegretari. Ancora una volta il potere lumbard ha fatto quello che ha voluto senza interpellare i nostri dirigenti. Ho una strana sensazione: credo che l'astro nascente leghista, mio allievo, il governatore Luca Zaia possa dare fastidio a qualcuno. A chi? A voi cari cittadini l'interpretazione.

L'eterno braccio di ferro tra Salvini e il governatore Zaia ha conosciuto un nuovo, feroce capitolo.





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