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domenica 25 aprile 2021

25 aprile? Castellino: nulla da festeggiare. Gli striscioni di Area per una nuova Repubblica Sociale





Il 25 aprile per la cosiddetta destra radicale rappresenta il giorno della disfatta. Un giorno che va adeguatamente commemorato con azioni di propaganda e di lotta nel ricordo di un'altra repubblica. Solo cosi potremmo comprendere, nella pienezza del suo significato, il blitz dei militanti di Area, il nuovo movimento dei movimenti della destra radicale che ha tra i principali promotori Forza Nuova e la comunità di Avanguardia, che nella notte tra il 24 ed il 25 aprile hanno affisso nella città eterna striscioni che rilanciano l'idea di una nuova repubblica sociale 
Il senso di questa iniziativa ci viene chiarito, da Giuliano Castellino, dirigente nazionale di Forza Nuova che rivendica il blitz degli striscioni al Colosseo.

 



"Mentre oggi la compagnia di schiavi  e  di nuovi e vecchi  traditori festeggia la festa della sconfitta e dell'occupazione americana', noi rilanciamo la nostra sfida al sistema e rimaniamo in "trincea" nella guerra del "sangue contro l'oro", che dura dal 1919. L'infame data del 25 aprile, e dei giorni di sangue che seguirono, è ben rappresentata solo dalla barbarie di piazzale Loreto e fu l'inizio della tirannia antifascista, collante tra tutte le forze internazionaliste che mai hanno smesso di odiare l'Italia e gli italiani 
" Lo afferma in una nota, diffusa alla stampa, Giuliano Castellino, dirigente nazionale di Forza Nuova  che rivendica il blitz degli striscioni al  Colosseo.

 "Oggi gridiamo più forte: PER UNA NUOVA REPUBBLICA SOCIALE! E lo facciamo dal Colosseo, da Roma, culla e faro di Civiltà. Dalla Capitale, il 25 aprile, s'innalza un grido alla mobilitazione per una Nuova Repubblica Sociale in cui il potere torni al popolo e ai lavoratori, contro tecnici, banchieri ed usurai. Dove la Nazione sia edificata sulla Fede di Roma, la Civiltà del Lavoro, i diritti sociali e la socializzazione. Dove la cultura nazionale possa spazzare via il veleno antifascista e restituire libertà al popolo. Ecco perché i nomi dei martiri di Dongo non ci permettono resa, ecco perché nei loro nomi avanza la rivoluzione: oggi come ieri, oggi per domani, l'Italia ha bisogno di Eroi e di Combattenti, non di rubagalline o traditori. SABATO 8 MAGGIO - conclude - TUTTI A ROMA, TUTTI A BOCCA DELLA VERITÀ, per vincere. Perché "Noi siamo ancora qui!", pronti ad assaltare l'avvenire!".

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