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mercoledì 28 aprile 2021

Con "Il Sangue dei vinti" Pansa racconta quello che accade in Italia dopo il 25 aprile




di Carlo Alberto Paolino

28 aprile 1945, l’emittente Radio Miliano Liberata comunicava la notizia che il capo del Fascismo Benito Mussolini insieme a Claretta Petacci erano stati giustiziati, senza un regolare processo, mediante fucilazione sul posto da un gruppo di partigiani comunisti a disposizione del Comitato di Liberazione Nazionale. Il Duce era stato giustiziato, le forze militari fasciste si erano arrese e quelle tedesche si erano ritirate. La guerra era finita, vittoria dell’umanità sulla barbarie come detto pochi giorni fa dall'illustrissimo ed eccellentissimo Signor Presidente della Repubblica Italiana.
Barbarie che lo storico giornalista e scrittore Giampaolo Pansa, venerato nei salotti di sinistra, scomparso nel 2020 racconta nel suo saggio pubblicato nel 2003 “ il sangue dei vinti”, saggio di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, che rilegge la storia della resistenza italiana, narrando le atrocità di matrice partigiana comunista a guerra finita versando sangue innocente dei “vinti”. Un libro di alto valore storiografico scritto da un giornalista di sinistra che racconta la storia che nessuno ha mai raccontato sulla guerra civile italiana, la ricerca della verità non solo quella vista dai “vincitori”. Panza dedica un intero capitolo sull’ eccidio di Schio nel Veneto dove catturati e portati in carcere 54 persone tra cui 14 donne e 7 minorenni furono trucidati da piombo rosso dopo la Liberazione, in parte fascisti, in parte gente comune. Tra quelli che furono uccisi c’era una signora che non aveva assolutamente niente a che fare né con la Repubblica sociale né con i partigiani, ma aveva affittato un appartamento a un partigiano che non la pagava, al primo diverbio fu tacciata come fascista per poi incarcerarla e ucciderla. Migliaia e migliaia di vittime nascoste, non risparmiando neanche sacerdoti e bambini. Una violenza fisica e politica contro chi si opponeva al progetto comunista scritto in un “libro” dove furono strappate le pagine più vergognose della storia da chi decantava e decanta una vera pacificazione nazionale.

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