Firenze: la destra identitaria di Casaggì e Azione Studentesca ricorda il filosofo Giovanni Gentile - Il Sovranista.info

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giovedì 15 aprile 2021

Firenze: la destra identitaria di Casaggì e Azione Studentesca ricorda il filosofo Giovanni Gentile




Il 15 aprile del 1944, a Firenze, veniva assassinato da un commando di partigiani gappisti, il filosofo Giovanni Gentile, con Benedetto Croce il principale esponente del neoidealismo filosofico, importante protagonista della cultura italiana nella prima metà del XX secolo, artefice della riforma della pubblica costruzione nota come Riforma Gentile.
Fu figura di primissimo piano del fascismo ed aderì nel novembre del 1943 alla Repubblica Sociale. Adesione che pagò, con la vita il 15 aprile del 1944.
A ricorda la figura del filosofo Giovanni Gentile, da diversi anni, sono i militanti della destra identitaria di Casaggi Firenze e di Azione Studentesca che questa mattina si sono recati al Salviatino ed hanno reso omaggio alla figura del filosofo italiano con una rosa rossa ed esponendo una locandina che riporta le seguente parole: filosofo, riformatore dello stato e faro della cultura italiana. Ucciso in questo luogo dall'odio partigiano. Dimenticato dalle istituzioni democratiche.
Il senso di questa iniziativa in ricordo di Giovanni Gentile ci viene chiarito, da una nota, diffusa alla stampa da Casaggì che riportiamo fedelmente.


Questa mattina, come da tradizione, una piccola delegazione di Casaggì e Azione Studentesca - assieme agli eletti di Fratelli d’Italia - ha ricordato Giovanni Gentile al Salviatino, nel luogo in cui venne brutalmente assassinato il 15 aprile 1944 da un vile agguato dei gappisti, arrivati a colpire a sangue freddo un uomo anziano e disarmato.
A Giovanni Gentile, tra le massime autorità culturali del Novecento italiano, dobbiamo la Riforma della scuola, il grande contributo alla filosofia, l’altissimo senso dello Stato e una profonda concezione dell’uomo: un’eredità fondamentale, che abbiamo il dovere di custodire e trasmettere.
L’omaggio floreale e l’affissione della sua fotografia - dunque - riempiono il vergognoso silenzio delle Istituzioni fiorentine, piegate al dogma resistenziale dell’oblio e del rancore, tanto da rifiutare l’apposizione di una targa commemorativa sul luogo del delitto.
Noi non scordiamo.

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