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venerdì 7 maggio 2021

Gianni Alemanno: basta scaricabarili sull'asfalto sul Lungotevere



"I romani si sono svegliati con un orribile striscia di asfalto sul lungotevere. La Giunta Raggi si è difesa dicendo che era solo il rifacimento di una pista ciclabile già esistente. Il solito ex-assessore Morassut ha replicato mostrando una foto di Veltroni in bici sui sampietrini e quindi scaricando sul sottoscritto la “colpa” di aver messo il primo asfalto su quel tratto del lungo Tevere. Il solito scaricabarile ridicolo da una parte e dall’altra".
Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna quelle scritte sul proprio profilo Facebook da Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma che precisa: come stanno le cose? 
 La pista ciclabile asfaltata su quel tratto di lungotevere fu progettata e finanziata dalla Giunta Veltroni, con il parere favorevole della soprintendenza dei beni culturali. L’opera fu poi realizzata dal nostra giunta, ma con un asfalto speciale che era perfettamente compatibile con i colori e l’assetto degli argini del Tevere, infatti per questo la sovrintendenza aveva dato il suo assenso. Vi immaginate, precisa l'ex sindaco di Roma, cosa sarebbe successo se Alemanno avesse fatto lo stesso scempio di oggi? Il nuovo intervento infatti è stato realizzato con un normale asfalto da strada, con un colore nero incompatibile con il contesto e non rispettando neppure i limiti di tracciato dati dalla soprintendenza. Per questo, mettetevi il cuore in pace, neanche questa volta “ha stato Alemanno”.






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