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giovedì 6 maggio 2021

"Salvini come Hitler", così si sdogana l'odio in tv. E nessuno si indigna. L'editoriale di Storace

 


Non la smettono. Esagerano. Dopo le minacce di morte, a Matteo Salvini tocca come destino anche un incauto parallelismo con Adolf Hitler. Ormai si sta superando ogni limite di decenza. Si va in televisione e si spara a zero contro il leader della Lega. Senza alcun ritegno.

È successo, ancora, l’altra sera da Lilli Gruber, nel suo Otto e mezzo, trasformato in ghigliottina verbale da Tommaso Montanari, storico dell’arte che si industria nel fantasticare scenari ridicoli. Li dipinge come vuole, mette in scena paragoni arditi, incita all’odio contro un leader e la sua comunità. «La Lega è incompatibile con la Costituzione», sentenzia in televisione. Qualcuno dovrebbe fermare questa gente, a cui sfugge il senso della realtà.

Siamo ormai all’oscenità conclamata nel piccolo schermo. Un’ospitata e l’insulto. L’istigazione. L’indice puntato. E poi qualche testa calda se ne occuperà. Film già visti nel passato della Repubblica come scrive Francesco Storace vice direttore de Il Tempo, storico quotidiano romano in un articolo che potete leggere integralmente cliccando qui

 

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