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martedì 8 giugno 2021

A Crotone la Lega si sfalda: altri 50 tra iscritti ed ex candidati scendono dal Carroccio



La lettera aperta a Matteo Salvini, inviata dagli iscritti storici della Lega a Crotone e provincia, nella quale si denuncia il difficile momento politico che sta attraversando il partito, da quando è iniziato il commissariamento, voluto dai vertici regionali, lo scorso mese di ottobre, è costata l'espulsione dell'ex coordinatore provinciale, l'avvocato Giancarlo Cerrelli, e dell'unico consigliere comunale Maria Luisa Cavallo di altri 23 militanti del gruppo storico.
Una lettera che ha provocato, dopo alcuni giorni, un'ulteriore uscita dalla Lega di 50 persone, tra iscritti ed ex candidati come dimostra un loro comunicato, diffuso alla stampa, che riportiamo volentieri.



«Era il 2018, anno delle ultime elezioni politiche quando, a Crotone e provincia, balzò in primo piano la figura di Giancarlo Cerrelli. Non era l’ultimo degli arrivati Cerrelli, ma la sua affermazione alla testa della Lega creò un caso, foriero di ulteriori, clamorosi sviluppi per il partito di Matteo Salvini. Cerrelli aveva creato, letteralmente, la Lega a Crotone e insieme con lui era nato un partito nuovo. Ci ritrovammo in tanti a quelle prime riunioni, tra vecchi amici e volti nuovi, perché tutti eravamo convinti che valesse la pena di batterci per la Lega in Calabria e a Crotone. Credevamo che a Crotone e in Calabria fosse finalmente possibile, fatte salve le legittime soddisfazioni personali, fare politica, senza andare alla esclusiva ricerca del proprio ‘particulare’. Credevamo, e continuiamo a credere, che l’Italia avesse il diritto ed il dovere di difendersi dalle invasioni di massa dei clandestini e che, soprattutto, avesse il diritto di stabilire, lei sì, chi accogliere nei propri confini. Noi credevamo, e continuiamo a credere, che fosse possibile reggere un partito con metodo democratico e che, per diventarne dirigente, fosse necessario godere della fiducia degli iscritti. È seguita la buona affermazione della Lega alle Regionali di inizio 2020, pur con qualche flessione e comunque con la nomina di Nino Spirlì alla vice-presidenza della Giunta. La Lega era ormai cresciuta, era diventata un partito di tutto rispetto e proprio per questo incominciava a destare l’attenzione e gli appetiti degli eterni mendicanti della politica. Si incominciarono a vedere volti nuovi. È stato l’inizio della fine ed è storia recente». «Noi – concludono gli ex leghisti – che credevamo nella validità del sistema democratico, ci siamo permessi di muovere qualche critica, magari anche forte, ai nuovi arrivati perché eravamo convinti che in un partito democratico fosse lecito muovere delle critiche e che queste costituissero il sapore della vita politica. La risposta è stata immediata e brutale: espulsione dalla Lega di Cerrelli e Cavallo, senza nemmeno il rispetto delle più elementari norme di garanzia previste dallo Statuto. Apprendiamo adesso della reazione degli espulsi e del loro abbandono del partito, oltre che delle dimissioni di Francesco Pariano, responsabile della Lega Giovani. Ed anche noi ci siamo indotti a riflettere se fosse il caso di continuare a vivere in un partito ormai irriconoscibile, qual è quello che comanda oggi a Crotone. La risposta è immediata e ovvia: No, non vale la pena di restare».

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