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martedì 29 giugno 2021

Euro 2021, inginocchiarsi si o no? Il dubbio sconfigge la verità imposta dal politicamente corretto

 


Di Igor Colombo

Uno dei tormentoni extracalcistici di questo europeo è sicuramente quello scaturito dalla pratica, espressione di solidarietà ci dicono, di inginocchiarsi per manifestare contro il fenomeno del razzismo e delle violenze subite a causa di questo sentimento. Sicuramente il tutto sta assumendo il contorno dello stucchevole con punte di comicità veramente alte, come quella della decisione della FIGC che ha affermato che in occasione dei quarti di finale tra Italia e Belgio, gli azzurri si inginocchieranno non perché credano o meno alla bontà presunta del gesto, bensì per altrettanta solidarietà nei confronti degli avversari che tale gesto compiranno. Siamo certamente dinanzi ad un grande cortocircuito politico ,ma se vogliamo anche giornalistico e mediatico, perché si sta discutendo di un qualcosa non di spontaneo e che possa davvero servire qualche causa più o meno nobile, ma ad una campagna ideologica che serve solo ad un preciso movimento che è quello dei BLM (Black Lives Metter). I BLM sono nati all'indomani dell'omicidio di George Floyd da parte di un poliziotto americano. Non entrando nello specifico nè del crimine commesso dalla vittima e neanche dall'azione e reazione avuta dall'agente di polizia americano ( che tra l'altro proprio in questi giorni è stato condannato) , qui abbiamo una invasione di campo spropositata da parte dei sistemi politici al servizio di un movimento che da un anno a questa parte sta manifestando con azioni iconoclaste, ossia distruzione di statue e monumenti, scritte offensive , su personaggi che , piaccia o meno, hanno fatto la storia di molti Paesi a livello politico, sociale e culturale. La risposta più bella e da prendere come esempio a tutta questa confusione, viene proprio da alcuni calciatori di colore , come quella dell'attaccante del Crystal Palace Wilfred Zaha, il quale ha fatto vedere al mondo e dichiarato che lui non si inginocchierà mai perché i suoi genitori gli hanno insegnato l'orgoglio di appartenenza e di identità anche al suo colore della pelle. Come sempre le risposte più belle e vere ci vengono date dai diretti interessati, cosi come Thomas Sankara per una vita ci ha insegnato l'inganno dell'emigrazione dei popoli africani e della loro sofferenza dovuta ad uno schiacciante debito pubblico, oggi Zaha si fa maestro di una lezione identitaria splendida e che chi non si lascia condizionare da stupidi stereotipi mediatici , riesce a cogliere ed apprezzare. Non si deve piacere al mondo ma è il mondo che deve piacere a noi e se in quest'ultimo passaggio vediamo qualcosa che non va, e che è referenziale ed imposto da un pensiero unico dominante, dobbiamo trovare il coraggio di non inginocchiarci mai e di restare in piedi sempre, seppur in mezzo alle rovine.

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