Afghanistan, Isabella Rauti: talebani nemici di donne e bambini, per Fratelli d'Italia nessun dialogo con fondamentalisti - Il Sovranista.info

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martedì 7 settembre 2021

Afghanistan, Isabella Rauti: talebani nemici di donne e bambini, per Fratelli d'Italia nessun dialogo con fondamentalisti


 “In Afghanistan siamo all’anno zero, sono stati annullati tutti i traguardi sociali e civili finora raggiunti dal popolo afghano, attestando il fallimento della politica occidentale. Ed ora deve essere chiaro che per Fratelli d’Italia nessun dialogo può esserci con il regime dei fondamentalisti islamici, con chi intende costruire un emirato alle porte di casa nostra; dove governerà chi si appella alla Sharia, che è contro le donne e legittima la pratica delle spose bambine".

Lo dichiara Isabella Rauti, vice presidente vicario del gruppo di Fratelli d'Italia che precisa: "non si tratta, quindi, come detto dal ministro Di Maio, di attendere come governeranno i talebani, ma di essere subito consapevoli che non è possibile alcun dialogo con chi è nemico delle donne e dei bambini, con chi non riconosce i diritti umani fondamentali. E in tutto questo contesto non possiamo non rilevare l’assenza di una politica estera europea condivisa, che colpevolmente si è fatta trovare impreparata e che ha ragionato per tempo sul terremoto geopolitico che il ritiro dall’Afghanistan avrebbe provocato. Così come dobbiamo stigmatizzare il ritardo con cui si è svolta
l’audizione oggi dei ministri degli Esteri e della Difesa, che invece si sarebbe dovuta svolgere a ridosso di quei tragici giorni".

Ma soprattutto, conclude Rauti, Fratelli d'Italia  avrebbe voluto che in Aula a riferire fosse il presidente Draghi, attraverso comunicazioni così da permettere al Parlamento di votare un indirizzo politico. In tal modo sarebbe stato possibile decidere cosa fare in Afghanistan e pure come gestire l’emergenza umanitaria e l’accoglienza dei profughi nei Paesi confinanti. Purtroppo si evidenzia il ritardo e la lentezza, quasi la mollezza della politica governativa, mentre il dramma afghano precipita velocemente e violentemente”.

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