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sabato 2 ottobre 2021

" Non rinnegare non restaurare". Il consiglio non richiesto di Giacinto Reale a Giorgia Meloni

 


Giacinto Reale, prezioso collaboratore del blog, autore di diversi libri sullo squadrismo, di cui consiglio una attenta lettura,  dopo l'inchiesta Lobby Nera condotta dai colleghi di Fan Page invia un consiglio non richiesto a Giorgia Meloni che riportiamo volentieri. 

Dopo i fatti di Milano, "messo nell'angolo" FdI...eppure basterebbe poco per uscirne...lo dice uno che già nel '68, senza cedere di un millimetro le posizioni, rifiutava fughe e accomodamenti


STARDUST MEMORIES: un consiglio (non richiesto) a Giorgia

Ricorre sui giornali, in questi giorni, l’invito (interessato) a Giorgia Meloni a chiarire le posizioni, soprattutto con riferimento a quello che resta il grosso discrimine della politica italiana, e cioè il giudizio sul fascismo storico.

C’è, infatti, e lo avevo scritto qui tempo fa, una certa duplicità in Fratelli d’Italia:

-la base giovanile (ma non solo), si scambia saluti gladiatori (e, in qualche caso, azzarda quelli  romani), usa scambievolmente la definizione di “camerata”, ha (cerca di avere) nei confronti dell’esperienza mussoliniana un giudizio di obiettività, come altro non potrebbe essere, ad un secolo dall’inizio e a 80 anni dalla fine;

-i vertici (anche quelli di provenienza missina, ai quali andrebbero ricordate, p es, le immagini di LaRussa a fianco alla foto gigante di M, in una pubblica manifestazione ) sono più cauti, "sfuggono", diciamo.

Eppure, basterebbe il ricorso ad una vecchia formula: 

“Non rinnegare, né restaurare”

E, ancora meglio, ribadire il concetto espresso magnificamente su un giornale, alle origini del MSI:

“….siamo fascisti, ma siamo quei fascisti che si sono battuti per dare all’Italia una legislazione sociale e sindacale, siamo i fascisti dei contratti collettivi di lavoro riconosciuti come leggi, dei sindacati concepiti come libere associazioni di liberi lavoratori….sì, siamo i fascisti che si sono battuti per la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili dell’impresa….siamo i fascisti che hanno concepito tutta una nuova struttura dello Stato fondata sul lavoro, e che si sono adoperati per realizzarla”

(Rivolta Ideale, 28 settembre 1946, articolo intitolato: “Il nostro socialismo”)

Ci vuole, però, un pò di coraggio, e, come insegnava don Abbondio: "il coraggio, uno, se  non ce l'ha, mica  se lo può dare".

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