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martedì 5 ottobre 2021

Regionali 2021, Occhiuto stravince. A Fratelli d'Italia il derby "sovranista" sulla Lega. L'analisi di Igor Colombo

 


Tanto tuonò che piovve. Come ampiamente previsto e largamente anticipato fin dai primi sondaggi, a spuntarla in Calabria per la poltrona di presidente della Regione, è stato il centrodestra ed il suo candidato Roberto Occhiuto. Una vittoria schiacciante con il 54,46 %  sui due principali antagonisti della sinistra, un’affermazione che comunque era nell’aria  non fosse altro quale giusta continuazione e conferma di un percorso politico ed elettorale cominciato quasi due anni fa ed interrotto per la tragedia della morte di Jole Santelli. I dati elettorali infatti sono pressoché identici a quelli della scorsa tornata, compresa anche quella larga fetta di astensionisti che in Calabria si conferma maggioranza silenziosa e proprio questo dato, dovrebbe far riflettere gli attori in campo. Si conferma primo partito del centrodestra Forza Italia, mentre le due compagini di destra, Fratelli d’Italia e Lega, si dividono quattro scranni a testa con il partito della Meloni, che stacca di poco quello di Salvini , 8,7% il primo, contro 8,3 % del secondo. Una campagna elettorale che i protagonisti giudicano bella ed entusiasmante al contrario invece di quanto l’opinione pubblica abbia percepito, considerandola appiattita  , priva di contenuti e soprattutto accompagnata dai soliti slogan di circostanza che, anche al momento della vittoria, non si è neppure sottratto il neo-presidente Occhiuto, il quale ha dichiarato “ da domani cambieremo la Calabria”, frasi sempre ripetute dai suoi predecessori vincenti. Noi chiaramente glielo auguriamo visti gli innumerevoli problemi che la Regione presenta, dalla sanità  , al lavoro, alle infrastrutture , rifiuti, depurazione e chi più ne ha più ne metta. Proprio sulla sanità Occhiuto si gioca un po’ tutto con la sua promessa di far cessare il commissariamento in Calabria, cosa che comporta la riscrittura di un nuovo Piano di Rientro che deve necessariamente passare al vaglio del governo centrale. Riguardo agli sconfitti del centrosinistra, non ha pagato la loro retorica anti-fascista tirata in ballo ogni qual volta non ci sono argomenti. Amalia Bruni è apparsa infatti troppo spesso ripetitiva ed a tratti anacronistica, ed ancora nelle ore successive a questa cocente sconfitta, preferisce andare contro all’altro antagonista de Magistris , piuttosto che recitare un proprio mea culpa per la sua inconsistenza politica. Proprio de Magistris , candidato dell’altra sinistra e che aveva nelle sue liste il condannato ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, ha ottenuto un discreto risultato, frutto però più dei voti di protesta catalizzati a discapito dei due principali poli, che di una sua linea politica, anche lui altro antifascista dichiarato e bocciato. Infine un dato da sottolineare è quello della città di Crotone capoluogo di provincia, la quale non ha  neppure un rappresentante che siederà in Consiglio Regionale. Qui il grande sconfitto è comunque il sindaco, facente parte del gruppo politico di Carlo Tansi. Il primo cittadino  ha dimostrato scarso peso politico nella scelta del candidato di punta della città pitagorica che ha raccolto briciole , un fallimento totale della lista dell’altro dichiarato anti-fascista di Tansi, come segno divino che tale retorica oltre che desueta, non fa presa sugli elettori.

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