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mercoledì 3 novembre 2021

Assalto alla Cgil, indagati 4 militanti pugliesi di Forza Nuova



Altri quattro esponenti di Forza Nuova Puglia sono indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'assalto alla Cgil di Roma, avvenuto il 9 ottobre. E' stata inoltre perquisita la sede foggiana del movimento.
L'attività odierna condotta dalle forze dell'ordine  trae origine dal coinvolgimento nei noti avvenimenti in Roma del 9 ottobre scorso dell’esponente barese del movimento, già coinvolto attivamente nelle manifestazioni di piazza organizzate, in territorio barese, nei mesi scorsi, avverso le politiche nazionali e comunitarie di contrasto alla pandemia da Covid 19 da parte di gruppi di protesta apparentemente non politicizzati.

Dagli approfondimenti investigativi, effettuati dalla Digos di Bari, su delega del procuratore della Repubblica, Roberto Rossi, del procuratore aggiunto coordinatore della Dda, Francesco Giannella e del sostituto Procuratore Ignazio Francesco Abbadessa, è emersa una fitta rete di contatti tra i vertici nazionali del movimento e i destinatari dell’odierna attività di indagine.

Gli investigatori della sezione Antiterrorismo barese hanno, infatti, avviato il monitaraggio ed analisi della rete web e, in particolare, dei profili social riconducibili a due militanti di Fn, perquisiti nella giornata odierna. Da tale attività è emersa la loro partecipazione alla manifestazione del 9 ottobre scorso, con assalto alla sede nazionale della Cgil: i militanti perquisiti, infatti, postavano “dirette Facebook” ed immagini che confermavano la loro presenza in punti cardine della manifestazione.

Sul post/immagine del profilo social del terzo degli indagati, anch’egli soggetto a perquisizione, è stato pubblicato parte del comunicato diramato da Forza Nuova a margine della manifestazione in argomento (a firma degli esponenti nazionali Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Pirillo e Stefano Saija), con cui si inneggiava esplicitamente ad “innalzare il livello dello scontro” e che il “popolo non si fermerà”. 

Ulteriore attività investigativa ha poi consentito di “collocare” a Roma, il giorno della manifestazione, anche il quarto degli indagati e di comprovare, in conclusione, una fitta rete di contatti tra loro e con i referenti nazionali del movimento. Nel corso dell’attività odierna sono stati sequestrati dispositivi informatici (smartphone e notebook) nella disponibilità degli indagati sui quali si concentrerà l’attenzione investigativa nonché altro materiale con simbologia chiaramente riconducibile al “fascismo” ed altro materiale di interesse investigativo.

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