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lunedì 8 novembre 2021

Assalto alla Cgil, resta in carcere Massimo Ursino, leader palermitano di Forza Nuova




Niente scarcerazione per Massimo Ursino, il leader palermitano di Forza nuova finito in manette per l’assalto alla Cgil di Roma del 9 ottobre. Accusato di devastazione e saccheggio, Ursino dopo l’arresto aveva tentato di ridimensionare la propria partecipazione al raid, sostenendo di aver al contrario tentato al contrario di sedare gli animi e far uscire dalla sede del sindacato i militanti che conosceva. Nulla di vero credibile secondo  il giudice che ha autorizzato l’arresto, né tantomeno le toghe del Riesame di Roma che hanno confermato la detenzione in carcere.
Per inquirenti e investigatori, Ursino ha avuto un ruolo nell'assalto alla Cgil, guidato dai leader nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, che hanno fomentato e guidato il gruppo che si è staccato dal corteo no-vax per devastare la sede del sindacato.

A tradire Ursino, oggi assistito dall'avvocato Enrico Sanseverino, è stato il selfie con Castellino che si è scattato davanti alla sede della Cgil devastata ed ha immediatamente pubblicato sui social, con tanto di post a corredo. "A chi ha cercato la maniera e non l'ha trovata mai - scriveva per accompagnare la foto - Alla faccia che ho stasera, dedicato a chi non ha paura. E a chi sta nei guai, dedicato ai cattivi, che poi così cattivi non sono mai"

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