La risposta di Roberto Fiore alla lettera di Umberto Baccolo: il senso dell'impegno garantista per tutti i detenuti - Il Sovranista.info

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mercoledì 24 novembre 2021

La risposta di Roberto Fiore alla lettera di Umberto Baccolo: il senso dell'impegno garantista per tutti i detenuti

 


Il collega Umberto Baccolo, militante radicale, da sempre impegnato in battaglie politico culturali in difesa dei detenuti ha scritto una lettera privata a Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, detenuto in attesa di giudizio, nel carcere di Poggioreale, dopo l'assalto alla Cgil del 9 ottobre scorso, ricevendo una risposta che pubblichiamo volentieri al fine di dimostrare come l'impegno garantista nei confronti di tutti i detenuti, dovrebbe essere regola di vivere civile. Umberto Baccolo ha scritto una lettera al Sovranista, con appello alla sua difesa, che pubblichiamo volentieri.


Lettera di Umberto Baccolo a Roberto Fiore

Non ho mai conosciuto personalmente Roberto Fiore, e per di più a livello politico ed ideologico in tutto il mondo della destra radicale, cioè in un mondo che già - pur studiandolo e raccontandolo ed avendo amicizie che stimo al suo interno - rimane non a me affine, se ci sono una persona ed una realtà dalla quale mi sono sempre sentito lontanissimo sono proprio Fiore e Forza Nuova. Addirittura, da ventenne subii persino, assieme a due amici, un'aggressione da parte di un gruppetto di quel partito, perché ci stavamo recando in un vicino centro sociale occupato e fummo quindi identificati come "nemici politici", anche se ci stavamo veramente facendo i fatti nostri. Quindi non avrei mai immaginato di trovarmi nella situazione, un giorno, di difendere Roberto Fiore e addirittura di corrispondere con lui incarcerato. Ma è successo. Fiore è in carcere con un impianto d'accusa scricchiolante e motivazioni per tenerlo in custodia cautelare dubbie e ha problemi di salute ed età che lo potrebbero rendere a rischio ictus e poco compatibile con la detenzione (per la qual cosa è stato anche visitato dal mio amico Garante delle persone private della libertà campano Samuele Ciambriello), ed io nella vita faccio l'attivista per i diritti dei detenuti e contro la malagiustizia, sia a livello individuale, con la mia compagna Elisa Torresin e la nostra Folsom Prison Blues, sia con Nessuno tocchi Caino ed il Partito Radicale, e di lavoro faccio pure il giornalista. Quindi, come lo ho fatto negli anni e lo continuo a fare per tanti altri, colpevoli o innocenti, simpatici o antipatici, di destra o di sinistra, in situazioni simili o peggiori della sua, sia come attivista che come giornalista mi sono interessato a Fiore e ai suoi diritti. Ho pubblicato un paio di articoli sul quotidiano online su cui scrivo ogni giorno, Spraynews, uno un'intervista al suo legale Nicola Trisciuoglio, uno con il primo comunicato di Fiore dal carcere per Forza Nuova, fattomi avere sempre dal suo avvocato. In quelle occasioni, su invito di Trisciuoglio ho pure scritto una breve lettera a Fiore, nella quale pur rimarcando la totale distanza politica mi interessavo per le sue condizioni di salute e di detenzione, e gli annunciavo di aver preso pubblicamente posizione a riguardo, a favore di una sua scarcerazione per motivi di salute ed assenza di reali ragioni per una misura cautelare carceraria. Fiore, cosa che onestamente nemmeno mi aspettavo, mi ha risposto con una bella lettera manoscritta, che mi ha fatto piacere perché la ho trovata sentita, e mi ha fatto un effetto strano, pensando a tutta la tanta antipatia a pelle e politica che per anni, soprattutto dopo l'aggressione ho citato, avevo provato per lui senza conoscerlo... e adesso ero lì con una lettera in mano e mi faceva piacere, come se fosse di un amico. Mi sono reso conto che per la prima volta avevo iniziato a vedere Fiore per quello che è realmente, cioè, nel bene e nel male, come un essere umano, e in una situazione di difficoltà e fragilità, lontano da sua moglie, dai suoi tanti figli alcuni piccoli, non più giovane, malaticcio. Fiore era incredibilmente diventato nel mio sentire un altro dei "miei" detenuti per cui, anche se conosco e vedo i loro gravi errori – a volte, non sempre, gravi delitti - e difetti, riesco a provare comunque solo empatia e vicinanza. Di questa lettera che ho ricevuto la maggioranza è particolarmente confidenziale, e rimarrà privata, ma l'avvocato Trisciuoglio mi ha autorizzato a pubblicarne un breve stralcio. Per diversi giorni ho pensato se farlo o meno. Perché comunque in questo stralcio non c'è una "notizia", non ci sta niente di particolarmente interessante per il resto del mondo. Poi, confrontandomi con Giuseppe Parente, il curatore di Il Sovranista, mi sono deciso, perché la pubblicazione dello stralcio qui sotto può comunque essere una buona occasione per parlare ancora della situazione difficile di Fiore e dei diritti e dell'umanità di tutti i detenuti, anche quelli che percepiamo come nemici, o come particolarmente a noi estranei od odiosi. E ho deciso di pubblicare questo scritto in questa sede, perché se sicuramente i lettori del quotidiano per cui lavoro non avrebbero interesse in materia, qui si potrebbero trovare persone a cui fa piacere avere notizie di prima mano da Fiore, leggere righe da lui scritte, suoi pensieri. Quindi lascio a lui la chiusura, con alcune righe in cui riflette proprio sul tema di questo articolo e del nostro scambio epistolare, cioè il senso ed il valore delle battaglie per tutti i detenuti, buoni e cattivi, di sinistra e di destra, non solo nella mia ottica pannelliana, ma anche nella sua dichiaratamente cristiana.

La Risposta di Roberto Fiore

"Capisco la logica con cui ti muovi, sarei banale se la definissi solamente trasversale, è una logica profondamente umana e cristiana che non prevede l'umiliazione dell'uomo e la distruzione della vita. Ti ringrazio per la sensibilità mostrata per la mia salute oltre che per l'assurda situazione processuale in cui ci troviamo. Ritengo che una vostra dichiarazione o vostra azione abbiano la funzione di svegliare il mondo su situazioni aberranti, costringendo tante persone "di buona volontà" a farsi avanti."

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