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domenica 7 novembre 2021

Non solo Salvini-Giorgetti: anche in Sicilia la Lega ha la sua “faida" tra pro Cuffaro e no





Chi lo paragona al dualismo Salvini-Giorgetti, in fondo, non fa altro che nobilitare lo scontro aperto in Sicilia dentro la Lega. È piuttosto di una faida per la leadership del partito che ambisce a esprimere il candidato governatore del centrodestra. Ma, nell’ultimo anno prima delle Regionali, in palio c’è una raffica di nomine. Gli ambiziosi ultimi arrivati assediano il segretario regionale Nino Minardo, che risponde con una “sculacciata”. In attesa della resa dei conti, con Matteo Salvini «molto innervosito» dalle ultime vicende siciliane.

L’ultimo casus belli è sul tavolo per le Amministrative di Palermo. Dopo il passo falso di Gianfranco Miccichè e il rinvio del vertice previsto ieri, la palla passa a Vincenzo Figuccia, deputato regionale e coordinatore provinciale della Lega. È sua l’idea iniziale, è lui che convoca gli alleati lunedì alle 18 nella sede di via Garzilli.
Lo scrive il collega Francesco Barresi sulle colonne de La Sicilia, precisando: ed ecco l’incidente diplomatico: la Nuova Dc di Totò Cuffaro non è invitata. Il diretto interessato la prende con perfida filosofia: «Il nostro è un partito umile ed educato, non va dove non è invitato. Amiamo la riflessione, ma non abbiamo la vocazione alla clausura. Troveremo altra compagnia con cui incontrarci». Ma il vero pasticcio è fra i padroni di casa. «Siamo stupiti dalle parole di quanti, prima ancora di dire cosa vogliono fare per Palermo e la Sicilia, cominciano a mettere paletti».
Così nella Lega escono allo scoperto, in difesa di Cuffaro, i deputati regionali Marianna Caronia, Carmelo Pullara, Luca Sammartino e Giovanni Cafeo, l’eurodeputata Annalisa Tardino e il capogruppo di Palermo Igor Gerarda. Replica Minardo: «Nessuna esclusione o preclusione. Lunedì ci sarà un primo incontro fra i partiti che oggi sostengono il governo Musumeci per cominciare un lavoro su Palermo».
Il segretario regionale attesta l’iniziativa di Figuccia, «assolutamente legittima e condivisa in toto dalla Lega». E avverte i ribelli: «Li giustifico perché sono appena arrivati. Hanno preso un abbaglio e, lo dico come ammonizione, li invito a evitare queste uscite che danneggiano il centrodestra e l’immagine della Lega»
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