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lunedì 8 novembre 2021

Roberto Fiore sta male. Il legale: "Rischio di ictus concreto, la detenzione è inumana"




Roberto Fiore sta male, i suoi “problemi cardiaci e pressori si sono aggravati in situazione detentiva, il rischio di un ictus è concreto”. La detenzione “in queste condizioni di salute, è un atto inumano”.
Questo è il grido d'allarme lanciato da Carlo Taormina e Nicola Trisciuoglio, avvocati difensori del leader di Forza Nuova arrestato insieme ad altre 11 persone dopo gli scontri di piazza avvenuti a Roma lo scorso 9 ottobre.

"Roberto Fiore ha 62 anni e non sta bene. Soffre di neuronite vestibolare che nel recentissimo passato gli ha causato spesso attacchi di vertigini improvvise con nausea, vomito, nistagmo (movimento involontario degli occhi) e incapacità di mantenere la stazione eretta”. Attualmente è detenuto insieme a Giuliano Castellino e Salvatore Lubrano nel carcere napoletano di Poggioreale. I legali chiedono una custodia cautelare alternativa al carcere.

"Questa mattina l'ho visto in carcere, precisa l'avvocato Trisciuoglio, dopo la moglie Esmeralda Burgos che gli ha fatto visita insieme a due dei figli minori  e tornerò domani per tutto quello che riguarda gli accertamenti medici”. Nei prossimi giorni i legali di Fiore parleranno con i pubblici ministeri  Di Taranto e Dito e con il gip Annalisa Marzano del Tribunale di Roma: “considerato che per la sussistenza della necessità della custodia cautelare è palese che difettino elementi quali il pericolo di fuga o l'inquinamento delle prove, per cui ben possono essere prese in considerazione forme alternative alla custodia cautelare in carcere nel rispetto della dignità della persona".

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