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venerdì 31 dicembre 2021

Carlo Taormina: Castellino e Fiore ancora in carcere per lesa maestà alla Cgil




"Roberto Fiore e Giuliano Castellino sono in carcere per lesa maestà alla Cgil. E' cascato tutto il quadro accusatorio e nessuno se ne vuole accorgere". Lo dice all'Adnkronos il professor Carlo Taormina, difensore dei leader di Forza Nuova in carcere a Poggioreale per la manifestazione del 9 ottobre scorso culminata nell'assalto alla sede della Cgil. Presentata oggi insieme all'avvocato Nicola Trisciuoglio istanza di scarcerazione per Fiore, in isolamento insieme ad altri tre detenuti dopo essere entrato in contatto con un positivo recluso nella sua stessa cella, torna a chiedere giustizia, non vendetta per un processo che definisce "politico".
"Abbiamo fatto una ispezione all'interno della sede del sindacato per accertarci della situazione e per farci dare il conto di quanto era stato speso per mettere a posto eventuali danni stimati in ventunomila euro, diciottomila senza iva, come dichiarato dalla stessa parte lesa (in una nota spese già pubblicata dall'Adnkronos, ndr) - spiega l'avvocato Taormina - E' evidente che, sia per l'entità della somma necessaria per rimettere a posto le cose, sia per il tipo di danni provocati, tutto è meno che devastazione. Stiamo parlando di una contestazione che è praticamente crollata e non esiste più".
Non solo. "Per quanto riguarda le partecipazioni all'assalto - prosegue il legale - abbiamo raccolto quattro dichiarazioni di un gruppo di professori napoletani che il 9 ottobre scorso erano proprio davanti alla sede della Cgil e ci hanno confermato, come risulta anche dalle videoregistrazioni, che né Castellino né Fiore sono entrati e quindi non possono aver devastato. Abbiamo accertato che è stata sfondata la finestra, non il portone, da persone che venivano dalla parte opposta a quella dove si trovavano Fiore e Castellino e che non facevano parte del gruppo dei miei assistiti, altra gente di cui la Digos ha i nomi. Stiamo parlando di una devastazione che non c'è e di persone che non sono entrate nella Cgil. Fiore oltretutto è entrato nella Cgil in concomitanza dell'ingresso delle forze dell'ordine per far andar via alcuni dei manifestanti che erano poi entrati dopo che le persone entrate dalla finestra hanno tolto i paletti al portone".
"Non si capisce perché Fiore e Castellino debbano stare in galera. Della devastazione sono innocenti. In tutte le manifestazioni che ci sono state mai si è trovata un'arma, non c'é stato mai nessuno travisato né particolare violenza. E' evidente che dare altre connotazioni alle manifestazioni è speculazione politica - incalza Taormina all'Adnkronos - lesa maestà, come già detto, alla Cgil. Mi sono rivolto direttamente e più volte a Landini, che non so come faccia a non vergognarsi sapendo bene che in piazza del Popolo, il 9 ottobre scorso, c'erano migliaia di lavoratori preoccupati per il green pass: volevano parlare con lui perché era l'unico che avrebbe potuto fare qualcosa. Una parola potrebbe anche dirla. Lo stesso Landini ha avuto la promessa che i 18mila euro di danni sono oggetto di una colletta. Abbiamo ricevuto oggi 10mila euro per rifondere il danno, non risarcirlo, non avendolo provocato i miei assistiti i danni ma gli infiltrati di cui la Digos conosce i nomi".
"E' sconcertante - conclude l'avvocato - che dopo due mesi e mezzo siano ancora privati della libertà personale, oltretutto con Fiore nelle condizioni fisiche in cui si trova e ora anche esposto al pericolo del contagio. Non c'é una ragione per cui debbano restare in carcere, abbiamo chiesto di metterli ai domiciliari con il braccialetto elettronico, il Tribunale di Roma ha avuto il coraggio di scrivere che queste misure non sono idonee a garantire che non si allontanino dalle proprie abitazioni per andare a fare qualche altra manifestazione. La magistratura ancora una volta dimostra di essere debole con i forti e forte con i deboli. Li hanno mandati 'in esilio' a Poggioreale, con tutte le difficoltà per la difesa che ogni volta deve arrivare a Napoli, per le famiglie. Questo è un processo politico e la loro detenzione somiglia più a una punizione che a una pena correttiva. E tutto per qualche graffio alla Cgil, il sindacato della sinistra
"

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