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lunedì 13 dicembre 2021

Daniela Santanché e le richieste dei parlamentari: "Fratelli d'Italia non e' un taxi"

Fratelli d'Italia, sondaggi alla mano, è il primo o secondo partito italiano. E' quotato al 20% e sono davvero in tanti, deputati e senatori, di altre formazioni politiche, anche di centro sinistra pronti, nella migliore tradizione italica, a salire sul carro dei vincitori, complice anche il taglio del numero dei parlamentari.  Il senatore Daniela Santanche', salita in tempi non sospetti, sul carro di Fratelli d'Italia( era esponente di primi piamo di Forza italia, intervistata dal Corriere della sera racconta come è  diventata, il terminale di richieste di adesione al movimento politico guidato da Giorgia Meloni che gli sono pervenute da esponenti di Italia Viva, Forza Italia ed ex Movimento Cinque Stelle alla ricerca di nuova collocazione politica, con seggio possibilmente annesso e connesso.



 Non c’è solo il grande gioco del Quirinale con i silenzi, gli incontri segreti, i bluff da pokeristi. C’è anche una sorta di mercato delle casacche di Camera e Senato. Diversi deputati e senatori sono terrorizzati dal taglio dei parlamentari e bussano alla porta del partito più in crescita nei sondaggi. È il caso di Fratelli d’Italia. Daniela Santanché , ad esempio, è diventata il terminale di tutte le richieste che giungono da Palazzo Madama. Di tanti che oggi, dicono, vorrebbero indossare la casacca del partito di Giorgia Meloni.

È tutto vero quello che si racconta sulle richieste che le arrivano in queste ore, senatrice?
«Verissimo».
Si tratta solo di sue colleghe?
«Non solo, anche di senatori».
Ecco, cosa vogliono da lei?
«Mi dicono tutti che sono attratti dal progetto di Fratelli d’Italia, perché siamo stati gli unici, da sempre, ad avere avuto una linea coerente».
Ci può fare qualche nome?
«(Sorride, ndr) Non sia mai».
E cos’è un segreto di Stato?
«Queste cose si dicono soltanto quando si realizzano».
Però ci può definire l’identikit di questi parlamentari.
«Certo, stiamo parlando di senatori o senatrici di Forza Italia, Italia viva e di qualche fuoriuscito dal M5S».
Cinquestelle pentiti?
«Dentro la galassia del mondo grillino ci sono parlamentari di destra, di sinistra, di centro. È entrato in Parlamento un gruppo così eterogeneo che oggi tanti non si ritrovano più in quella casa. Da noi si avvicina chi ha una visione di destra e trova il sexy il nostro partito».
Quanti sono in totale i forzisti, i renziani e gli ex 5 Stelle?
«Quelli che mi danno affidabilità sono circa sei o sette».
E lei come risponde a tutte queste richieste?
«Noi non siamo un taxi, noi vogliamo gente che creda nel nostro progetto politico che abbia la stessa nostra idea del lavoro, della famiglia, delle politiche economiche. Lo ripeto sempre a tutti: non è il mercato delle vacche, ma solo credo».
Dica la verità: qualcuno viene a chiedervi il seggio per la prossima legislatura?
«Non c’è particolare interesse a prendere tizio o caio. Nel frattempo abbiamo reclutato consiglieri comunali, consiglieri regionali, assessori. Tutto questo perché crediamo che la politica debba ripartire dai territori».

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