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lunedì 6 dicembre 2021

Sergio Rastelli(Fdi): la rigenerazione della destra partenopea è possibile solo recuperando il contatto smarrito con la città




Nella migliore tradizione della destra italiana, dal Movimento Sociale Italiano passando per Alleanza Nazionale, fino a Fratelli d'Italia, le riunioni di presentazione del nuovo coordinamento cittadino come anche i congressi cittadini, provinciali, regionali, sono sempre stati accesi. Non sono mai mancate, a mia memoria, disappunti, critiche, contestazioni, da parte degli esclusi.
Come è successo, nella giornata di sabato, quando è stato presentato il nuovo coordinamento cittadino, guidato dall'avvocato Sergio Rastrelli.
Dell'organizzazione di Fratelli d'Italia in città, dopo il disastro della mancata presentazione delle liste e dell'azzeramento dei vertici territoriali formulo alcune domandi all'avvocato Sergio Rastrelli che mi risponde senza tatticismi di sorta.


Come è la situazione  in Fratelli d'Italia a Napoli, dopo la mancata presentazione delle liste in quasi tutte le municipalità di Napoli.
Fratelli d’Italia, nella città di Napoli, ha vissuto e sta vivendo momenti di grande difficoltà, politica ed organizzativa. La grande tradizione della Destra napoletana è stata negli ultimi tempi mortificata - ancor prima ed ancor più che dal dato elettorale, non certo esaltante - dallo smarrimento di una linea politica chiara, coerente e riconoscibile. Il Partito ha purtroppo perso - a causa di responsabilità ampiamente diffuse - la centralità necessaria, e ciò ha consentito la esasperazione dei personalismi e delle nicchie territoriali, ed ha favorito logiche di frammentazione e di mera interdizione interna. Ad aggravare il quadro, da ultimo, la amara vicenda della ricusazione delle liste, a livello di municipalità, ha privato il Partito, al momento del voto, delle migliori energie disponibili sul territorio. 

E' stato reso quindi neccesario l'azzeramento dei vertici territoriali?

L’azzeramento dei vertici territoriali è stata quindi la inevitabile risposta del Partito nazionale, ma anche il segnale più chiaro, ad una criticità senza precedenti. Quel che è peggio, però, è che il Partito sembra aver smarrito la sua vera identità, la sua missione, la sua tradizionale unità di intenti, e, con esse, la sua forza di riscatto.

Per uscire dall'impasse che fare?
In questa fase è quindi assolutamente necessario immaginare una Destra orgogliosamente identitaria, ma totalmente rinnovata nelle logiche, culturalmente qualificata, che possa tonare nuovamente e finalmente protagonista. La responsabilità cui è chiamata tutta la struttura del Partito - nessuno escluso - è oggi quella di guardare avanti, non di restare chiusa in sè stessa, ostaggio di vecchie logiche e sterili contrapposizioni. 
ll nuovo coordinamento cittadino - composto da donne, uomini e giovani di assoluto valore - per una precisa scelta di rinnovamento, vuole esordire sperimentando strade nuove. I primi incarichi di responsabilità non vogliono rispondere ad alcuna logica “ponderale”, o di improbabili compensazioni od equilibri interni, ma costituire piuttosto un segnale di forte apertura della Destra verso l’esterno: al mondo del lavoro e dell’impresa, ai ceti produttivi, alle categorie professionali ed al mondo giovanile. 

Di cosa necessita la destra napoletana, che è stata negli ultimi anni distante dalla citta,'  per rigenerarsi?

Per rigenerarsi, la Destra napoletana deve prima ritrovare - ad ogni costo - il contatto smarrito con la Città. Ai fini del massimo coinvolgimento di ogni risorsa di Partito verso questo obiettivo, la nuova struttura organizzativa prevede - al fianco del direttivo - una assemblea cittadina, una nuova innervatura territoriale a livello di singolo quartiere cittadino, e la costituzione di dipartimenti tematici per una elaborazione qualificata della proposta politica. È assolutamente necessario agire con logiche nuove, e con uno slancio realmente innovativo, interpretando quel necessario e determinato “cambio di passo” fortemente voluto da Giorgia Meloni. È una sfida che abbiamo tutti l’obbligo di affrontare.

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