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domenica 30 gennaio 2022

Giorgia Meloni, Matteo e Silvio: "ora stop ai patti"



''In questo momento no". Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, risponde in un'intervista al Corriere della sera se Fratelli d'Italia sia ancora alleata con Berlusconi e Salvini all'indomani della rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale.
 "Mi sembra che abbiano preferito l'alleanza col centrosinistra - aggiunge - sia per Draghi sia per Mattarella. Se per fare una prova manca un terzo indizio, quello è la legge elettorale: c'è chi cercherà di cambiarla in senso proporzionale. Se ci staranno, ci sarà poco da aggiungere, perché con il proporzionale si riproduce la palude degli ultimi governi".
Secondo Meloni, nel centrodestra non si è voluto tentare la partita del Quirinale ''per paura. Non solo dei partiti del centrodestra, ma di tantissimi in Parlamento. Hanno barattato sette anni di presidente della Repubblica con sette mesi di legislatura, o se vogliamo di stipendio". 
Quanto a Salvini, "no, non l'ho capito, lo trovo incomprensibile. Ho scoperto dalle agenzie che avrebbe votato Mattarella. L'unica ipotesi alla quale tutti i leader del centrodestra avevano detto no con apparente convinzione. Ed è la seconda volta che apprendo dalle agenzie di scelte su cui sembravamo d'accordo poi totalmente disattese: prima l'ingresso di Fi e Lega nel governo Draghi e ora questa''. E alla domanda se abbia sentito il leder della Lega risponde: "No, d'altronde non credo ci sia molto da chiarire".

Il centrodestra "va ricostruito" secondo Meloni. "Non mi dimentico che nella Nazione milioni di elettori lo chiedono. Inizio dal mio partito, percepisco la solitudine di tanta gente che non ha compreso, che non voleva finisse così", dice. E spiega che ''noi non siamo solo destra, siamo conservatori, e non di poltrone, come altri... FdI ha già allargato il suo campo d'azione. E i 'centristi' non sono una cosa a sé. In tutte le grandi democrazie c'è un partito conservatore e uno progressista, in cui ci sono esponenti che vanno da un estremo all'altro dello schieramento. Quello che negli altri Paesi non esiste è un 'centro' trasformista, che può formarsi col proporzionale, spregiudicato e pronto a stare ovunque dove si governa. Questo non può esserci nel nuovo centrodestra che ricostruiremo''.

Quanto al governo in molte regioni e città del Centrodestra l'esponente di Fdi ricorda che ''sul territorio le dinamiche sono diverse, sono modelli che funzionano. Vedremo nelle prossime ore che succederà, ma ricostruiremo quello che oggi si è rotto, in modo migliore.



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