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lunedì 31 gennaio 2022

Imola, il consigliere comunale no green pass Rebecca Chiarini lascia la Lega


"Sento la necessità di prendere le distanze dalle misure sempre più restrittive e discriminatorie assunte dal Governo in questi mesi. Sin dalla sua introduzione, avvenuta ad agosto scorso, mi sono opposta alla certificazione verde covid 19, strumento che, ben lungi dal migliorare la situazione sanitaria, ha contribuito solamente ad aumentare le distanze tra i cittadini e a limitare, in modo sempre più stringente, le libertà dei singoli”.
Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna, quelle pronunciate dall'avvocato Rebecca Chiarini, consigliere comunale della Lega ad Imola, con le quali annuncia l'uscita dal Carroccio e la contestuale adesione al gruppo misto.
“A me pare chiaro, insiste il consigliere comunale di Imola, che chi ci governa abbia ben altre priorità rispetto alla salute degli italiani: basta leggere il ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ che ha relegato la ‘salute’ ad ultima e meno corposa delle missioni con uno stanziamento di soli 7 miliardi di euro per potenziare il Servizio sanitario nazionale per lo più tramite la telemedicina”, continua.
E proprio sulla gestione dell’emergenza, “pretesto per portare avanti un preciso piano politico di repressione del dissenso e, non ultimo, di sempre maggiore dipendenza economica dall’Unione Europea” è maturata la decisione.
L’ex consigliere leghista sottolinea come si sia “deciso scientemente di schiacciare le libertà di chi la pensa diversamente attraverso la compressione e financo la preclusione di diritti fondamentali. In questi mesi a molti imolesi, non solo è stata negata la socialità, ma, ancor prima, il diritto al lavoro, il diritto alla retribuzione e ad un salario fondamentale. Da giurista ricordo che nel nostro ordinamento è previsto un salario minimo anche per chi commette gravissime mancanze disciplinari, anche riconducibili alla commissione di reati. A suon di approvazione settimanale di decreti governativi sempre più ricattatori, il nostro ordinamento giuridico e giudiziario è invece giunto a considerare e trattare chi legittimamente dissente addirittura peggio di chi commette un reato”.
Chiarini precisa infine come il suo dissenso non nasca all’interno della Lega imolese, ma dalle scelte del partito a livello nazionale, buon ultima la rielezione di Mattarella “anche grazie ai voti della Lega

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