Filippo Rossi (Buona Destra): "adesso Salvini, Meloni e Berlusconi chiedano scusa a Fini” - Il Sovranista.info

Non perdere

Post Top Ad

Spazio Pubblicitario 1

Post Top Ad

martedì 22 marzo 2022

Filippo Rossi (Buona Destra): "adesso Salvini, Meloni e Berlusconi chiedano scusa a Fini”


“Tutti possono sbagliare ma, diavolo!, forse i leader della destra di questi anni dovrebbero almeno chiedere scusa a quel Gianfranco Fini che, tra molti difetti e tanti errori, almeno su questo, almeno nel giudicare la deriva illiberale e putiniana della destra italiana ci aveva visto giusto”. Così si è espresso il collega Filippo Rossi, leader di Buona Destra in un intervento sull’Huffpost.

Rossi ricorda un articolo di qualche anno fa. “Consiglio di lettura: un articolo di Libero del 10 giugno 2018 a firma Davide Locano. Il giornalista sembra prendere in giro l’ex leader di Alleanza Nazionale per una posizione che, allora, sembrava ai più senza senso e fuori dalla storia – scrive Rossi -. Rileggerlo oggi, parola per parola, dà la netta sensazione che qualcosa, a destra, in Italia, non abbia funzionato”.

Cosa diceva l’articolo del 2018? Ecco il testo. “Incredibile ma vero – scriveva Libero – dopo mesi di silenzio torna a farsi sentire Gianfranco Fini. Perché? Per sparare contro Giuseppe Conte e uno dei punti più indiscutibili del programma del governo M5s-Lega: eliminare le sanzioni alla Russia di Vladimir Putin, così come chiede da tempo Matteo Salvini”. Cosa diceva Gianfranco Fini nel 2018? “Quando si parla di Russia – spiegava – non bisogna scherzare, non bisogna buttarla lì per vedere l’effetto che fa. Quando si parla della Russia, bisogna ricordare non Putin che è l’attualità, ma i 70 anni di comunismo e il periodo zarista in precedenza. Hanno nel dna atavico il ruolo di grande potenza egemone, perciò quando si parla di Russia significa scherzare col fuoco”.

E ancora, sempre Fini: “Bisogna sempre ricordarsi che la Russia è una grande potenza che non ha mai conosciuto una democrazia analoga a quelle occidentali. Oggi c’è la democrazia autoritaria di Putin, prima c’era il comunismo staliniano e brezneviano e prima ancora c’era lo zar. C’è stato sempre un filo conduttore tra queste tre esperienze, ovvero quello di affermare uno spazio vitale, una egemonia in aree che vanno molto al di là dei confini geografici di quella che oggi è la Federazione Russa”.

“Queste frasi di Fini – fa notare Rossi – sono del giugno 2018. Putin era da poco stato rieletto (a marzo) ed aveva incassato le entusiastiche congratulazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E avrebbe da lì a poco potuto ascoltare le parole profetiche di Silvio Berlusconi: ‘Putin ha un’idea molto chiara della pace nel mondo…’”.

Nessun commento:

Posta un commento

Banner 700

Spazio Pubblicitario 2