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lunedì 30 maggio 2022

Torino, il civico Damilano lascia il centrodestra: deriva populistica della coalizione



Torino Bellissima, movimento fondato da Paolo Damilano, lascia il centrodestra per proseguire «autonomamente nel suo progetto di ricostruzione liberale di Torino e del Paese». Ad annunciarlo è lo stesso Damilano, il candidato sindaco civico su cui alle ultime elezioni amministrative è confluito tutto il centrodestra, che punta il dito contro la deriva populista della coalizione e la «profonda crisi di identità politica e di leadership» del partito che per primo ha creduto in Torino Bellissima, quella Lega che Damilano non nomina mai, che ne mina la credibilità acquisita in questi ultimi anni di grande consenso e successo

"Un anno fa circa, ricorda Damilano, proprio in questi giorni, ero impegnato nel pieno della mia campagna elettorale La data delle elezioni era stata spostata da maggio a settembre a causa del protrarsi della emergenza legata alla pandemia e il centrodestra era ancora molto in difficoltà nel mettersi d'accordo sulla scelta dei candidati delle grandi città come Roma e Milano. Difficoltà nel trovare un accordo che si sono manifestate su tutta una serie di tematiche importanti durante le ultime fasi della campagna elettorale, come vaccini, Green pass, diritti e che hanno contribuito pesantemente alla sconfitta in campagna elettorale».
"A elezioni perse, insiste il leader di Torino Bellissima,  il centrodestra non è stato in grado di recuperare la propria unità neanche nell'espressione del candidato all'elezione del Presidente della Repubblica  offrendo un quadro politico desolante. E oggi, con l'avvicinarsi delle elezioni amministrative, osserviamo ancora episodi di evidente difficoltà nel relazionarsi per trovare accordi, anche dove la vittoria parrebbe di facile portata. Se aggiungiamo a questo i tentennamenti in politica estera, come se fosse possibile mettere oggi in discussione la posizione atlantista ed europeista dell'Italia, possiamo comprendere il disorientamento degli elettori, che hanno difficoltà a capire quale sia il centrodestra di governo e quale sia il centrodestra di opposizione su ormai quasi tutte le tematiche, sia politiche che economiche.
"Lo spettro della recessione, precisa Damilano, è ormai evidente e anche i più ottimisti fra di noi non possono che essere preoccupati dallo scenario socio-politico ed economico che si sta annunciando per i prossimi anni, con la pandemia che speravamo ormai quasi alle spalle si contava molto sul rilancio del Pnrr, che purtroppo rischia di essere del tutto vanificato dal crescere dei costi delle materie prime
Serve innanzitutto serietà ed è per questo che Torino Bellissima non seguirà alcuna deriva populista, compresa quella che purtroppo oggi affligge parte di questo centrodestra, ma proseguirà autonomamente nel suo progetto di ricostruzione liberale di Torino e del Paese"

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