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mercoledì 1 giugno 2022

De Luca ha ridotto in cenere la sanità Campana. La protesta di Italexit fuori l'ospedale di Cava dei Tirreni


di Carlo Alberto Paolino 

Mentre De Luca si vanta di successi immaginari, Italexit denuncia la vergogna del Cardarelli e il calvario dei cittadini per una sanità che va in pezzi.

Così  inizia un articolo pubblicato sul sito di Italexit il movimento politico guidatomdal senatore Paragone  che riportiamo integralmente: “una delle più belle regioni italiane, tra eccellenze e particolarità, per paesaggi e comparto agroalimentare ma che attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi 20 anni. È la Campania che Plinio il Vecchio chiamò Felix, ma che oggi di Felix ha ben poco. De Luca ci prova a fare il Felix ma, oltre i siparietti ai tempi del lanciafiamme, ormai non riesce più nemmeno a strappare sorrisi e un campano che lo guarda, più che Felix, diventa Tristis… Le cronache di questi ultimi tempi hanno consegnato ai posteri un amaro racconto: ospedali al collasso, reparti che chiudono, proteste a go go, ambulanze in fila, pronti soccorso ai limiti dell’umana tolleranza. E Italexit c’era, con una delegazione guidata dal coordinatore regionale Armando Romano. C’era davanti al Cardarelli perché è inammissibile ed inaccettabile che un cittadino debba sopportare quella che è un’autentica odissea se deve recarsi in un pronto soccorso. Per non parlare poi della trafila in caso di visita specialistica: puntualmente la Regione Campania, 3 o 4 volte l’anno, finisce il budget per visite ed esami specialistici e i cittadini devono giocoforza rivolgersi alla sanità privata.Italexit c’era a Cava de’ Tirreni per protestare contro la chiusura dei reparti dell’ospedale che servono un’area abitata da circa 90mila persone. Chiudere questo o quel reparto vuol dire giocare con la salute delle persone. Vuol dire poi aumentare il caos e l’affollamento negli altri presidi. E l’effetto domino è devastante. E intanto De Luca che fa? Continua le sue passerelle girovagando attraverso le 5 province campane, promettendo mari e monti e vantandosi del suo lavoro. Ma la realtà ci consegna altro. Ma senza vigile attesa stavolta”.Quindi la creatura del senatore giornalista Gianluigi Paragone  c’è, in crescita secondo i sondaggisti che la quotano dal 2 al 4,5%, con un gradimento personale  del 25% superando Matteo Salvini, Giovanni Toti e Carlo Calenda.

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