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martedì 27 settembre 2022

Lega, inizia la resa dei conti. Zaia: "analisi seria sulle cause". Ceccardi: "colpa dei governisti"




Matteo Salvini aveva abituato la sua base a dei numeri doppi anche tripli  rispetto alla soglia del 9% sotto cui si è fermata la Lega in questa tornata elettorale. Il segretario era riuscito a convincere persino la base più nordista ad abbandonare il verde padano e a vestire il partito di un blu nazionale. Tutto in ragione di un consenso inedito per la creatura di Umberto Bossi. Adesso che quella bolla di popolarità è scoppiata, l’impianto salviniano è stato messo in discussione. La prima resa dei conti è prevista per il  27 settembre, alle 15 in via Bellerio: la Lega ha indetto un consiglio federale per analizzare gli esiti del voto. Ancora più indicativa è la mossa dei governatori del Carroccio: hanno anticipato il consiglio federale convocando già nel pomeriggio di oggi un vertice aperto soltanto a loro. Quale sarà l’indirizzo della riunione, l’ha fatto intendere Luca Zaia. Il presidente del Veneto, recordman di preferenze e da tanti ritenuto – insieme a Massimiliano Fedriga e Giancarlo Giorgetti – leader di una corrente contrapposta a quella salviniana, è stato il primo a uscire allo scoperto contro il segretario. «È innegabile come il risultato ottenuto dalla Lega sia assolutamente deludente, e non ci possiamo omologare a questo trovando semplici giustificazioni».



"Il voto degli elettori va rispettato perché, come diceva Rousseau nel suo contratto sociale: “Il popolo ti delega a rappresentarlo, quando non lo rappresenti più ti toglie la delega”». Tutto riconduce a una presa di coscienza che il progetto di una Lega nazionale sia fallito. «È un momento delicato – ha aggiunto Zaia – ed è bene affrontarlo con serietà perché è fondamentale capire fino in fondo quali aspetti hanno portato l’elettore a scegliere diversamente. L’analisi da fare non può essere liquidata con letture banali: è doveroso che siano ascoltate le posizioni, anche le più critiche, espresse dai nostri militanti. L’obiettivo dovrà essere un chiarimento per non lasciare nulla di inesplorato», ha concluso in una dichiarazione pubblicata poche ore dopo la conferenza stampa di Salvini. Mentre il presidente del Veneto si prepara, dunque, a un vertice riservato con Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, emergono anche le voci di chi difende il segretario. 
Susanna Ceccardi, candidata della Lega alle scorse regionali in Toscana e che, dopo la sconfitta, ha rinunciato al posto di consigliera per tornare all’europarlamento, ha attaccato proprio l’ala governista della Lega. «L’appoggio al governo Draghi ci ha annientati e all’interno del partito coloro che hanno messo in discussione il nostro segretario e lo hanno indirizzato verso l’appoggio al governo perché “ce lo chiedeva il Nord produttivo” dovrebbero fare una profonda riflessione. Il nord produttivo ha votato chi stava all’opposizione, bocciando completamente l’agenda Draghi»




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