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venerdì 30 settembre 2022

Trionfo della Meloni, l' appello di Fratus ai "duri e puri": basta polemiche. E' ora di rimboccarsi le maniche

 

di Fabrizio Fratus 



Ha vinto la Destra e soprattutto ha vinto Giorgia Meloni. Lo sapevamo ed è stupido pensare che quanto è avvenuto il 25 settembre non fosse nell’aria. La Destra sino al 2019 non era ancora sbocciata, sino al 6% delle Europee era in gestazione e la Lega di Salvini aveva in qualche modo preso il suo posto; tuttavia già da un paio di anni, cioè dal 2017, Matteo Salvini non era più in linea con le associazioni di Destra dentro la Lega nel Sud. Pochi si erano accorti di quanto stava succedendo, e alla vigilia delle regionali in Puglia e Campania spiegammo come la Lega avrebbe dimezzato i voti; presentammo una paio di articoli dove spiegavamo come Giancarlo Giorgetti stesse girando in Lombardia, accompagnato da Massimo Garavaglia, per incontrare la così detta vecchia guardia. Annunciammo l’alleanza tra Varese e Bergamo con il triveneto (questa considerazione fece molto arrabbiare Matteo Salvini, ma nessuno di noi si fece impressione) e tra i vari articoli dell’ epoca è possibile trovare quello dell’annuncio di un prossimo governo Draghi sostenuto dalla Lega, per il quale ricevemmo tanti messaggi di condanna dai nostri lettori. Ma la realtà era una e a breve cercheremo di spiegarla dal nostro punto di vista. 

• Il successo di Matteo Salvini

Pochi sanno o ricorderanno che Matteo Salvini fece gli unici convegni culturali, prima di diventare segretario della Lega, con il Talebano. Pochi ricorderanno che Matteo Salvini entrò nel mondo della Destra grazie a noi (incontro pubblico con Pietrangelo Buttafuoco a Milano, passaggio nelle associazioni di destra del sud Italia dove alcune volte venne anche Paolo Grimoldi, lancio alla camera dei deputati dell’associazione Patriae per unire il mondo della destra giovanile senza referenti – cercando sul web si trovano ancora molte informazioni ), in un momento storico in cui il Cdx era monco, mancando Silvio Berlusconi condannato e mancando soprattutto una Destra autorevole e riconosciuta. Ecco allora che gli elettori del Cdx non proprio fidelizzati (zoccolo duro) avevano un solo partito da votare: la nuova Lega di Salvini. Tutto questo fino alle Europee del 2019, che segnano paradossalmente la sua fine, proprio quando la Lega raggiunse il maggiore risultato in assoluto della sua storia: infatti anche Fratelli d’ Italia superò il 4% prendendo, legittimando la Destra e quindi ponendosi come vero partito su cui puntare per gli elettori sempre più arrabbiati con UE e il mal governo. 

• La Destra vola.

Se è vero che stare all’opposizione premia è anche vero che una parte del successo di Matteo Salvini fu lo stare al governo, il giornalista del corriere della Sera Tommaso Labate se ne dimentica spesso nella sua narrazione sulla Lega e il CdX. La realtà sul successo di Giorgia Meloni è invece spiegabile con motivazioni differenti: 

1. Giorgia si prepara e quando le si fa una domanda risponde, non vive di slogan

2. La Lega di Salvini ha sdoganato molteplici battaglie storiche della Destra

3. L’Italia è tendenzialmente proiettata verso il Cdx e con un Berlusconi bravo ma comunque invecchiato e un Matteo Salvini non credibile per le molteplici giravolte, Fdi e Meloni sono percepiti come futuro e coerenza

• Il governo e FdI.

Tra le tante questioni emerse in questa campagna elettorale ne spiccano due: 

1. La classe dirigente di FdI non sarebbe preparata.

A dirlo sono sempre loro, quelli che negli ultimi dieci anni hanno governato senza vincere le elezioni e facendo aumentare il debito pubblico in modo spropositato senza far vivere nella ricchezza il paese. Pure la Lombardia, che è la regione più ricca d’Europa, nonchè traino per la nostra economia, si è vista constantemente penalizzare dai governi di Roma al punto da avere difficoltà oggettive nel garantire servizi adeguati e proporzionati al prelievo fiscale. Figurarsi il resto del paese! I cittadini lo sanno bene, perché ne hanno subito le conseguenze. I dirigenti del partito di Giorgia Meloni possono fare peggio di una Azzolina o di un Di Maio? Impossibile!

2. Giorgia Meloni ha posizioni simili se non sovrapponibili a quelle di Draghi sulla guerra.

Questa considerazione ci ha fatto molto riflettere, non dobbiamo certo spiegare come la pensiamo visto gli articoli e i libri scritti dagli amici del Talebano. Ma la realtà è una: Giorgia Meloni diventerà molto probabilmente il presidente del consiglio del nostro paese. Il realismo politico allora ci fa capire che non esiste oggi alternativa alla NATO e alla posizione della Meloni, perchè non è stato costruito un percorso alternativo da nessuno in Italia, né in via pratica nè in via teorica. Prendere una posizione alternativa in contrapposizione alla linea della NATO e della UE cosa porterebbe? A nulla, se non metterci ancora di più all’angolo e avere meno possibilità di manovra. Un esempio? Pensiamo ai sostenitori di una moneta sovrana, oggi che farebbe il paese Italia quando l’EURO è più debole del dollaro? Come si potrebbero comprare le materie prime che già con la situazione che stiamo vivendo ci presenta un inverno difficile e una economia in recessione? Il Pil è il metodo utilizzato per stabilire la ricchezza dei paesi nel mondo, quando si parla si hanno chiari i numeri? Dal 2002 al 2010 (si pensi che nel 2007 in USA scoppia la crisi arrivata in Europa nel 2008) il nostro paese raddoppia il PIL che nei 15 anni prima era stabile, con pochissima crescita. Tra il 2010 e oggi, quindi: crisi, pandemia etc la perdita è stata minima. Questo grazie alle politiche economiche cin Europa che hanno incluso anche l’Italia, non sono commenti è una questione di numeri e basta leggerli. Il Pil della Russia lo si conosce? È molto inferiore al nostro, a quello italiano. Cosa dovrebbe fare quindi un governo di Destra? Portare il paese a un disastro per questioni di principio che oggi, ripetiamo oggi, non sono di realismo politico? Gli slogan servono per fare propaganda, poi la realtà va affrontata. Quanti di quelle persone che fanno i duri e puri poi hanno attività lavorative in banche, assicurazioni, settori commerciali? A chiacchere sono tutti bravi, ma i fatti dicono solo una cosa: se si vuole una posizione differente nel campo estero la si deve costruire e quindi ci vuole tempo. La Francia negli anni 90 tentò di dare una visione differente e di costruire una Europa diversa, rimase sola per gli egoismi nazionali e di interesse. Noi abbiamo dato un percorso, ancora in gestazione, presentato nel saggio “EUROPA: sociale, mediterranea, sovrana”. Per noi il futuro si gioca sull’alleanza dei paesi del mediterraneo dove i popoli latini dell’Europa devono condurre il gioco proiettandosi in Africa, il continente più ricco al mondo di materie Prime e facilmente raggiungibile dai nostri paesi. Il Mediterraneo è il futuro.

Il prossimo governo che nascerà avrà subito dei compiti complicatissimi, per vedere cambiamenti avremo decisamente bisogno di tempo, ma su una cosa Giorgia Meloni dovrà da subito seminare: promuovere internamento al partito un percorso di formazione politico culturale che crei militanti e dirigenti lontani da slogan facili e teorie strampalate. Formare dei giovani che domani abbiano una formazione tradizionale, conservatrice, ribelle e di stampo sociale ma realista. Un compito complicato perché la modernità non vuole preparazione ma solo politici da “consumare”, al servizio del sistema finanziario che domina l’occidente!

Fonte Il Talebano 


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