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giovedì 22 dicembre 2022

La rete di Francesco Rocca, fra gli amici dei Nar e i soci d'affari Storace e Angelucci


di Clemente Pistilli
La Repubblica 22 dicembre 2022

«Repubblica ossessiona Rocca, comincia il solito linciaggio » . Con queste parole ieri Francesco Storace ha difeso su 7 Colli online, «nuova avventura editoriale dedicata alla città capitale», il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio. Tra l'ex governatore e Francesco Rocca c'è stima e amicizia.
La carriera dell'ex presidente della Croce Rossa come manager della sanità è iniziata proprio durante la legislatura di Storace, quando gli venne affidata la direzione dell'ospedale Sant' Andrea.
E sempre l'ex esponente di Alleanza Nazionale ha rivendicato: «Ancora oggi sono orgoglioso di quella nomina. Si tratta di un tecnico di straordinario valore». Tra i due però i rapporti, oltre che politici, sembrano essere stati anche d'affari.
Il 15 novembre 2018 a Roma è stata costituita la società «Blog dell'Alba », con un capitale di appena 100 euro e la mission di occuparsi di pubblicità, « sia per conto proprio che per conto di terzi, in Italia come all'estero».
Una società di proprietà proprio di Storace, che l'anno dopo ha però ceduto le quote all'amico Rocca. Quest' ultimo si è trovato così titolare di un'azienda di comunicazione, marketing e pubblicità mentre era alla presidenza sia della Cri italiana che internazionale, e lo è ancora da candidato alla guida del Lazio.
Un affare che, sempre a destra, non è l'unico che riguarda l'aspirante governatore. Nel ricco curriculum di Francesco Rocca, tra attività benefiche, incarichi prestigiosi nella sanità e il lavoro da avvocato antimafia, oltre a non comparire gli interessi nella società fondata dall'ex leader della destra sociale, non c'è infatti traccia neppure della poltrona da presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione San Raffaele, costituita dalla famiglia Angelucci e impegnata nella gestione del centro riabilitativo di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, che conta 174 dipendenti.
Il civico scelto da Giorgia Meloni per strappare il Lazio al centrosinistra ha ottenuto quel ruolo lo scorso anno, mentre era saldamente alla guida della Croce rossa italiana e internazionale, e lo ha mantenuto fino al 14 novembre scorso, cinque giorni prima dell'ufficializzazione della candidatura.
Con gli Angelucci, tra l'altro, Rocca si è trovato insieme anche in Confapi sanità, la confederazione che rappresenta le aziende del settore sanitario, di cui sempre lo scorso anno l'allora numero uno della Cri è stato eletto presidente e nel cui consiglio c'era pure Giampaolo Angelucci, figlio del deputato leghista Antonio.
Dalla destra sociale, l'aspirante presidente della Regione Lazio, quando Gianni Alemanno era sindaco di Roma, ha ottenuto anche il ruolo di capo dipartimento politiche sociali del Campidoglio.
Senza contare che, andando ancor più a destra, in quella extraparlamentare, in Croce Rossa sempre Rocca ha accolto l'ex terrorista dei Nar, Paolo Pizzonia, e ha scelto come suo portavoce Marcello De Angelis, ex esponente di Terza Posizione, che due mesi fa ha scritto sul suo profilo Facebook: «Chi è morto per l'Italia, ovunque e in ogni epoca, viene ammazzato quotidianamente e il suo cadavere gettato in pasto ai cani ogni giorno che uno dei nostri bambini va a scuola e apre un libro di testo imposto dalle lobby ». Con buona pace, sostengono i detrattori dell'ormai ex presidente della Cri, di quei principi di imparzialità, neutralità e indipendenza su cui si fonda la Croce Rossa.




Rocca non dà peso alle contestazioni e nega anche che vi sia una fronda nel centrodestra: « Nessun malumore nel partito e nella coalizione per la mia candidatura, sento un sostegno solido da parte di tutti » . « Io sono un candidato della cosiddetta società civile», giura.

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