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martedì 24 gennaio 2023

Campania, ancora aggressioni alle guardie giurate. La denuncia di Simeone(Fiamma tricolore)



"È di ieri l' ultimo episodio di aggressione ad una gpg presso una struttura sanitaria in Campania e come al solito si fa solita solidarietà finto-buonista ma nessun provvedimento effettivo viene preso dal Governo".

Lo afferma  Fabio Simeone, vice coordinatore regionale della Fiamma Tricolore precisando: "le associazioni di categoria, da tempo, chiedono al Parlamento una maggiore attenzione per il loro lavoro con  un nuovo ordinamento legislativo che dia maggiore garanzie e visibilità rimodernando il settore. La qualifica giuridica loro assegnata però rimane lettera morta, in quanto la stragrande maggioranza non ha la minima idea di cosa voglia dire e di quali siano i poteri e le limitazioni di questa figura. A seconda del bene o luogo da presidiare, le guardie particolari giurate sono chiamate a lavorare anche di notte e nei giorni festivi, secondo turni prestabiliti e il più delle volte massacranti.Un lavoro indubbiamente pericoloso perché, in caso di furto o rapina e in altre circostanze, si è obbligati ad intervenire esponendo la propria incolumità a seri rischi, soprattutto  se i criminali sono armati. Negli ultimi anni i crimini sono aumentati e il bisogno di sicurezza, soprattutto nelle aree metropolitane non solo non sono diminuiti ma l’esigenza della popolazione e quella di un bisogno maggiore di protezione. 

La figura della guardia giurata in Italia, precisa l'esponente missino,è una delle più indefinite e meno tutelate: giuridicamente esse sono  identificate come incaricati di pubblico servizio (Gpg presso le Prefetture di competenza territoriale), ma allo stesso tempo sono  inquadrati all’Inps e all’ufficio provinciale del lavoro come operai generici, ma ad operare ed a svolgere molto spesso compiti dì polizia. Questi servizi confermano quanto sia strategico e fondamentale dotare loro  dì titolo autorizzativo rilasciato dalla prefettura. Per questo, quindi, è inevitabile e necessaria una “ristrutturazione” legislativa che porti al riconoscimento della qualifica di agente di pubblica sicurezza con tutte le tutele economiche, sociali, giuridiche e legali al pari delle forze dell' ordine così come avviene nei  Paesi come Francia, Germania e Spagna. 

Le forze di governo, attuali e passate, conclude Simeonem  dicono che noi italiani dobbiamo prendere ad esempio Francia e Germania  ma come mai se ne dimenticano quando c'è da tutelare il lavoratore italiano? Forse, pur essendo di schieramenti diversi, avranno le stesse orecchie da mercante? E’ ora che le forze poltronare di maggioranza ed opposizione la piantino di vendere fumo negli occhi con le finte promesse elettorali e  salvino dal baratro questa categoria dandone una dignità, professionale ed economica nonché i giusti riconoscimenti a tutela del ruolo che svolgono al servizio e tutela degli italiani. 

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